Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica Città Studi / Via Vallazze

Espone per scherzo cartello "Salvini non posso entrare": riempito d'insulti e minacce

E' successo al gestore di una libreria di Milano

Il post incriminato

La foto di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, e la frase "io non posso entrare": stampato su un foglio, affisso per pochi minuti alla vetrina della libreria dell'usato Baravaj di via Vallazze, tra Città Studi e Lambrate, giusto per fare una foto sulla pagina Facebook ufficiale della libreria.

Apriti cielo. I gestori sono stati subissati di vere e proprie minacce, tanto da decidere di cancellare il post. Del resto, la foto sulla vetrina della libreria era già stata tolta immediatamente. Già, perché l'intento non era affatto serio. E ci mancherebbe. Lo stesso proprietario fa sapere che "se Salvini si presentasse, non lo terrei certo fuori". 

Non basta, però. Perché il post è diventato virale e, dunque, sostanzialmente incontrollabile. Esposto alle più becere reazioni di chi da una parte non sa (sor)ridere e dall'altra ha bisogno di sfogarsi contro qualcuno o qualcosa. O tutt'e due. 

Ovviamente, ad un certo punto si è verificata la classica "reductio ad Hitlerum", che - secondo la "legge di Godwin" - vuole che a mano a mano che una discussione in rete si allunga, la probabilità di un paragone a Hitler o ai nazisti tende a 1. E infatti ben presto è arrivata, ai gestori della libreria, l'accusa di essere "nazisti". E poi la proposta di boicottaggio (senza considerare che, in Italia, propagandare il boicottaggio è un reato). 

Ma non solo. Qualcuno ha usato la mano pesante (o le dita, trattandosi di tastiere) e ha scritto frasi decisamente al di sopra le righe: "Guàrdati le spalle all'ora di chiusura", "ora rischi le vetrine in frantumi", "i vostri libri di m... prenderanno fuoco. Figli di p... vi facciamo chiudere". Minacce in piena regola, insomma. Di fronte alle quali i gestori della libreria hanno preferito cancellare il post. Anche se le polemiche non sono terminate.

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