Il libro di Pisapia: le 'sferzate' ai suoi assessori

E' uscito il volume "Milano città aperta": tra le pagine, il rapporto con il Pd e con quelli che sarebbero diventati suoi assessori. Il "sindaco gentile" si toglie qualche sassolino dalla scarpa

Pisapia con Pierfrancesco Maran (foto Melley/MilanoToday)

Dopo l'annuncio della non ricandidatura a sindaco, Giuliano Pisapia ha pubblicato il libro "Milano città aperta", in uscita il 16 aprile, in cui il primo cittadino rivendica la sua azione di governo della città e racconta anche alcuni aneddoti, "punzecchiando" vari esponenti del Partito democratico (e non solo). Alle primarie del 2010, Pisapia corse del resto contro il Pd, che aveva candidato Stefano Boeri. 

Scrive Pisapia di confidare di essere ricordato come "protagonista di una grande stagione di cambiamento, se non addirittura di liberazione, dopo un ventennio che stava rinchiudendo la città in una cappa opprimente", nonché come il sindaco "che ha interrotto pratiche diffuse di malgoverno". Anche se "il nostro bilancio non è tutto rose e fiori", prosegue, "nessuno potrà mai accusarci di aver perseguito interessi personali o forzato le regole della legalità". 

Il sindaco ripercorre, tra l'altro, anche il rapporto con il suo avversario alle primarie: che, dopo le elezioni, forte di 12 mila preferenze nella lista del Pd, voleva il ruolo di vicesindaco e assessore all'urbanistica. Ma niente da fare: "Avevo già deciso di scegliere una donna come vicesindaco". E sulla delega all'urbanistica, secondo Pisapia non poteva essere Boeri ad averla, avendo "costruito mezza Milano" anche durante l'era del centrodestra. Dunque a Boeri è andata la cultura, fino a quando lo scontro tra i due non è diventato troppo acceso e l'archistar ha lasciato la giunta.

"Tengo troppo a questa nostra città per riaprire una polemica che ha fatto male a tutti. Anche a lui", ha risposto Boeri (tra l'altro possibile candidato a sindaco nel 2016) scegliendo un basso profilo.

Altro 'bersaglio' è Pierfrancesco Majorino, ora assessore al welfare, nel 2010 schierato con Boeri come quasi tutto il Pd. "Aveva attaccato rudemente la mia campagna delle primarie", scrive Pisapia nel volume, ricordando anche l'incontro nel suo studio. "Mi chiamò il segretario del Pd ma poi venne a trovarmi il capogruppo in comune". Majorino gli chiese di non candidarsi, perché con la Moratti non avrebbe avuto scampo. 

La replica di Majorino arriva con un post su Facebook. Ed è un'ammissione di 'colpa'. Scrive Majorino che suo figlio gli avrebbe rimbrottato di essere cattivo, "perché non volevi Pisapia e perché mi stai portando a scuola. E c'ha ragione". Come a dire: presi un abbaglio.

Ben poco tenero Pisapia con il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, "decano" di Palazzo Marino, che non divenne assessore (la lista della sinistra radicale non ottenne un posto in giunta). Il primo cittadino contesta a Rizzo di sedersi al suo banco in consiglio, scendendo dal posto di presidente, quando deve attaccare la maggioranza. Come nel caso Sea o nella delibera su Expo. Ma lo rimbrotta anche per le interviste che rilascia. "Non ne ricordo una favorevole alla giunta. Intanto gli altri fanno", scrive Pisapia nel libro. 

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Ma ci sono anche i giudizi positivi, naturalmente. Come per l'assessore alla mobilità Pierfrancesco Maran ("un giovane che veniva chiamato per nome dagli anziani del suo quartiere", scrive Pisapia ricordando la passeggiata in via Morgagni dopo il primo turno elettorale). O per l'assessore al lavoro Cristina Tajani ("seria e competente"). E per l'assessore allo sport e benessere Chiara Bisconti ("un pezzo di società civile entrava a Palazzo Marino"). E ancora per Marco Granelli, con delega alla sicurezza ("un grande assessore, cattolico della scuola di Martini, non uno dai punti esclamativi ma invece se lo merita"). E per Franco D'Alfonso, assessore al commercio e turismo ma, prima ancora, 'creatore' della Lista Civica x Pisapia. Che ha avuto, per il sindaco, il merito di costruire l'entusiasmo della società civile, al di là e al di fuori dei partiti. Infine per Lucia De Cesaris, "instancabile ed efficientissima vicesindaco", scelta dapprima come assessore all'urbanistica.

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