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Lega Nord, partono i licenziamenti per gli ultimi dipendenti rimasti

Il fax ai sindacati. Motivo, la grave crisi finanziaria del partito. Ma Salvini spende centinaia di migliaia di euro per i social. I dettagli

Gli ultimi dipendenti della Lega Nord verranno licenziati. Il tesoriere GIulio Centemero ha firmato il fax inviato nel pomeriggio del 24 gennaio alle organizzazioni sindacati di categoria per comunicare la decisione di lasciare a casa 24 persone, impiegate sia nella sede principale di via Bellerio (ormai vuota) a Milano sia in altre strutture. Si tratta di 22 dipendenti e due quadri. 

E' la seconda volta che il Carroccio licenzia. Nel 2014 fu la volta di 71 persone. Motivo, la ristrutturazione resasi necessaria dopo il mutamento del finanziamento pubblico ai partiti e i conseguenti ricavi scesi da tre milioni e mezzo (nel 2015) a due milioni e duecentomila euro (nel 2016), a fronte di costi di circa tre milioni di euro.

Via Bellerio - sede nazionale della Lega - è coinvolta per 16 persone. I sindacati ora aspettano di vederci più chiaro. Anche se non si placano le polemiche. In tanti (ex) dipendenti, infatti, fanno notare come, nonostante dal partito si segnali che "non ci siano più risorse economiche", centinaia di migliaia di euro (Il Fatto parla di fatture per 300mila euro) vengano spesi per la gestione social delle fanpage e profili legati a Matteo Salvini. Lo spin doctor è Luca Morisi, mantovano che ha inventato "Il Capitano" come soprannome per l'eurodeputato del Carroccio. 

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