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Dopo Cernobbio la politica cerca il rimedio per Malpensa

Si invoca il ridimensionamento di Linate per decreto. Ma perché è avvenuto il sorpasso dei passeggeri internazionali? Tariffe poco più care ma più flessibilità negli orari

Milano vale due aeroporti? Si riaccende il dibattito sul dualismo Malpensa - Linate, dopo lo studio presentato a Cernobbio e le varie prese di posizione. Quasi tutti sembrano d'accordo: Linate va ridimensionato. Lo scrive su Twitter Formigoni ("Lo pensiamo dal 2000"), lo afferma il ministro Corrado Passera ("Si sono persi anni e anni"), lo auspica Bruno Tabacci.

Il problema si presenta in questo modo: secondo i dati, Linate blocca lo sviluppo di Malpensa. In che modo? La vicinanza di Linate con il centro di Milano invoglia molte compagnie aree straniere a proporre collegamenti internazionali e intercontinentali che partano dal Forlanini e facciano scalo negli hub europei di riferimento: Francoforte, ad esempio, ma anche Londra o Parigi. Aggirando Malpensa. L'anno scorso il tanto temuto sorpasso.

La soluzione indicata dallo studio e accolta dalla politica (in primis dal ministro Passera, che sta per presentare il piano aeroporti) è o appare semplice: imporre per decreto che Linate si limiti a garantire il Milano-Roma e (forse) poco più. Il tentativo già fatto in tal senso dall'allora ministro Burlando, che però Bruxelles bocciò. Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, è sicuro che oggi sarebbe accolto diversamente: Malpensa, all'epoca, soffriva della carenza di collegamenti con Milano, perché non era ancora pronto il treno. Dunque l'Europa non giudicò sostituibili Malpensa e Linate. Ora il presupposto dovrebbe essere ben diverso.

ESEMPI - Supponiamo di voler andare a New York tra un mese, il 19 ottobre, e di tornare dopo una settimana (il 26). Con British Airways la proposta più economica di andata nel momento in cui scriviamo, 223 euro, è il diretto Malpensa-Jfk operato da American Airlines. Ma con 15 euro in più (238 euro) si possono scegliere ben sette alternative operate da British Airways con partenza a Linate e scalo a Heathrow. Per il ritorno, il concetto è quasi identico. L'unica differenza è che tornare su Linate con scalo costa un po' di più: 247 euro contro 223. Sempre con maggior scelta di orari e la vicinanza di Linate a Milano. Con Lufthansa l'operazione è meno conveniente: il diretto offerto (operato da United Airlines) costa circa la stessa cifra del diretto offerto da BA, ma le alternative da Linate con scalo sono meno numerose e meno convenienti. Il diretto proposto da Air France da Malpensa al Jfk è operato dalla nostra Alitalia. L'andata costa 264 euro, ma vengono offerte tre alternative da Linate con scalo al Charles de Gaulle a sole 4 euro in più (268 euro). Il ritorno è ancora più sorprendente: il diretto Jfk-Malpensa costa 229 euro (operato sempre da Alitalia), ma a 225 euro si può volare su Linate con scalo sempre al Charles de Gaulle: e le alternative sono ben sei.

E ALITALIA? QUASI UGUALE - La nostra compagnia di bandiera propone due diretti da e per Malpensa, uno operato da Delta e uno dalla stessa Alitalia. L'andata costa 260 euro, il ritorno 228. L'alternativa di andata da Linate con scalo (a Fiumicino) costa 334 euro, non particolarmente conveniente, ma con una decina di alternative in quanto a orario. Le possibilità di ritorno su Linate (sempre con scalo a Fiumicino) costano 241 euro o 301 euro e anche in questo caso si può scegliere tra una decina di orari diversi.

CONCLUSIONE: CON LINATE PIU' LIBERTA' - Il piccolo esperimento (Milano-New York a/r 19-26 ottobre) ci consente di concludere che Linate non è necessariamente la scelta più economica ma può diventarlo in alcuni casi soprattutto se si opta per il taxi (la corsa da Malpensa al centro città costa 90 euro sola andata). Ma l'altro (più importante) vantaggio di Linate sta nella flessibilità degli orari. Pagando un po' di più (ma non sempre: il ritorno con Air France costa addirittura meno del diretto su Malpensa) si ottiene però più scelta sull'orario di andata e di ritorno. Forse è proprio questo aspetto quello che sembra far preferire Linate ai businessmen italiani e stranieri.

 

 

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