Giovedì, 17 Giugno 2021
Politica

Tra Beppe Sala e Letizia Moratti volano gli stracci

La coda della festa scudetto dei tifosi dell'Inter non è finita. Tensione comune-regione

Botta, risposta e contro risposta. Tra scudetti del senno di poi, scudetti veri - quelli di calco - e riferimenti all'anarchia. Tra il sindaco di Milano, Beppe Sala, e l'assessore al welfare di regione Lombardia, Letizia Moratti, è ormai scontro frontale. 

A innescare la polemica sono state le scene che si sono viste domenica pomeriggio a Milano, dove 30mila persone - disorganizzate e "scomposte" - sono scese in giro per la città per festeggiare lo scudetto dell'Inter. Gli assembramenti e la folla, rischio covid a parte, hanno immediatamente innescato la bagarre politica, tra chi chiedeva una gestione diversa della piazza e chi - il prefetto Renato Saccone compreso - spiegava che diversamente era difficile fare. 

I due grandi protagonisti degli ultimi giorni di accuse e rimpalli, però, sono stati proprio il primo cittadino meneghino e il vicepresidente lombardo. Ad aprire la serie è stata la Moratti: "Capisco la passione che anima i tifosi, ma in vista di prossimi eventi che potrebbero riportare nelle piazze tanta gente è opportuno che amministrazioni e prefetture chiedano un parere preventivo al comitato tecnico scientifico, in modo da affrontare preparati e per tempo eventuali nuove occasioni di grandi e incontrollati assembramenti. La direzione dell'assessorato al Welfare è disponibile a ogni tipo di collaborazione", le sue parole messe nero su bianco in una nota del 4 maggio.

E ancora: "Da milanese e soprattutto in qualità di vicepresidente e assessore regionale al Welfare, ho osservato con profonda preoccupazione quanto è avvenuto domenica in piazza Duomo. Nel corso di questa fase emergenziale, condizionata dalla pandemia, infatti mi sono spesso spesa in raccomandazioni legate all'importanza del senso civico e di comportamenti volti alla prudenza e al rispetto delle regole che in questa occasione non sono stati rispettati". Quindi, ecco la bordata della Moratti, assolutoria con chi era in piazza ma non con chi siede a palazzo Marino: ""Lungi da me voler esprimere giudizi nei confronti dei tifosi, dei quali capisco la passione, specie davanti al raggiungimento di un traguardo sportivo così importante. Rilevo però come fosse prevedibile che la voglia di socialità e di un ritorno alla normalità andasse a interessare i festeggiamenti, ampiamente annunciati, e che tali festeggiamenti sarebbero inevitabilmente sfociati in concentramenti di persone. Era altrettanto prevedibile che anche la soglia di attenzione su distanziamenti e uso delle mascherine si sarebbe notevolmente abbassata", mentre "amministrazione e prefettura sono chiamate a prevenire". 

Mercoledì è stata la volta del sindaco Sala. A margine di un evento pubblico, e stuzzicato dai giornalisti, ha riservato un pensiero alla "rivale". "La politica, anche la vita, è piena di grandi interpreti del 'con il senno del poi'. Se ci fosse un campionato, penso che l'assessore Moratti potrebbe vincere il titolo", la bomba sganciata dal primo cittadino. 

Finito? Neanche per sogno. Perché poche ore dopo è arrivato il terzo punto del match. Ancora in una nota ufficiale, la Moratti ha (ri)replicato. "Invito il sindaco Sala ad attivarsi con urgenza in vista di preoccupanti eventi pubblici imminenti, dopo l'abbandono della città a uno stato di anarchia come accaduto domenica scorsa", la contro offensiva partita dal Pirellone. 

"La mia non è stata una riflessione amara sul passato recente, bensì la constatazione di un'evidente irresponsabilità dell'amministrazione comunale che i cittadini milanesi rischiano di pagare a caro prezzo. Desidero vincere il campionato delle riaperture in sicurezza dei commercianti e delle attività laboriose di Milano e della Lombardia, senza giocare ulteriormente con i sacrifici e le tante vittime che già ci sono purtroppo state", h proseguito.

"Per i festeggiamenti dello scudetto dell'Inter previsti sabato 8 e domenica 23 maggio - sui quali la Prefettura è intanto intervenuta - ho invitato il primo cittadino ad avvalersi del parere autorevole e competente del Comitato Tecnico Scientifico. Prendo atto - ha concluso la Moratti - che il sindaco Sala voglia assumersi invece ogni piena responsabilità sulla salute dei milanesi". 
 

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