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Magenta, protesta sindaci, Del Gobbo: "Condivido agitazione"

"A Magenta non ho chiuso gli uffici per non creare disservizi. Condivido appieno lo spirito di questa protesta, ma non è giusto che a pagare siano i cittadini", ha detto il primo cittadino magentino

Nella giornata scelta dal Comitato Direttivo ANCI nazionale per protestare contro la manovra economica, i sindaci sono vicini ai cittadini in diverso modo, chi aderisce alla protesta chiudendo simbolicamente gli uffici comunali; chi aderisce alla protesta, perché giusta, ma non vuole arrecare ulteriori disagi alla propria cittadinanza.

“A Magenta non ho chiuso gli uffici per non creare disservizi. Condivido appieno lo spirito di questa protesta ma non è giusto che a pagare siano i cittadini”, esprime le sue considerazioni Luca del Gobbo sindaco di Magenta.

“E’ un momento difficile e delicato: mai come negli ultimi tempi i sindaci, gli amministratori più vicini alla gente della quale conoscono aspettative e necessità reali, sono chiamati a far fronte alle conseguenze sociali della crisi ed a farlo facendo i conti però con i continui tagli ai trasferimenti statali e con il patto di stabilità”, afferma. Cosa ne sarà dei comuni?”La manovra correttiva è necessaria così come i sacrifici da parte di tutti, ma penalizzare ulteriormente le amministrazioni locali significa incidere pesantemente su servizi essenziali che vanno direttamente alle famiglie. In questi anni molti Comuni e Regioni hanno fatto sacrifici con senso di responsabilità”, prosegue. Il primo cittadino parla di soluzioni per il futuro.

“Dunque è venuto il momento di guardare altrove, perché altrove sono gli sprechi. Chiediamo da tempo che venga adottato un metodo di valutazione che premi le virtuosità e stani invece chi è fonte di spreco. I tagli lineari sin qui attuati però rendono tutti uguali e non permettono di evidenziare chi è virtuoso e chi no. Da non sottovalutare inoltre, nel trasferimento delle risorse o negli eventuali tagli, quelle realtà, come ad esempio Magenta, che ospitano servizi e strutture (caserme, ospedale, stazione, scuole medie-superiori…) che servono un intero territorio e che gravano sul bilancio comunale”, prosegue. C´è in tutti la consapevolezza che è arrivato il momento di dare avvio ad una grande stagione di riforme: il nostro impianto istituzionale è valido, ma ha bisogno di essere rivisto sulla base delle nuove sfide. I sindaci, (lo ricordo) figure elette direttamente dai cittadini e non nominate, in questi anni hanno fatto la loro parte: ora è giusto che venga tenuto conto delle loro proposte per il bene comune. Il Paese ha bisogno di crescere: mi auguro che qualche spiraglio per uscire dalla crisi e nella direzione di un’Italia più efficiente e competitiva  possa venire dalla manovra ma temo che questa da sola non possa essere sufficiente”.

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