M5s. Aler Milano, management giocava d’azzardo con denaro pubblico.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

E'' stata presentata oggi in seduta pubblica la relazione finale della Commissione di Inchiesta di Regione Lombardia sul dissesto finanziario di ALER Milano, commissione di cui sono componenti anche due Consiglieri regionali M5S: Iolanda Nanni ed Eugenio Casalino.

Iolanda Nanni dichiara: "La Commissione di inchiesta ha approvato la relazione finale da cui si evince che, fra le principali cause del dissesto finanziario, pari a circa 500MLN Euro (cifra peraltro rilevat, durante le sedute, proprio dalla sottoscritta attraverso accurate analisi dei bilanci della società partecipata ASSET), ci sono le gravi responsabilità in capo a Regione Lombardia che non ha espletato le sue funzioni di coordinamento e controllo sull'ente, nonché l'inefficiente e a tratti irresponsabile gestione di ALER Milano e delle sue partecipate.

Queste società avevano tutte a capo, negli organi apicali, le stesse persone: controllati e controllanti coincidevano. Le nomine venivano effettuate nella peggior tradizione della politica, cioè per affiliazione partitica. Ciò naturalmente non consentiva a detti organi di espletare con la giusta autonomia ed equidistanza le proprie funzioni. Ecco che in questo modo, a partire dai primi anni del 2000, ALER Milano si getta in una sorta di gioco d'azzardo compulsivo, utilizzando danaro pubblico e scatole cinesi (per esempio la controllata ASSET) attraverso una serie di speculazioni immobiliari fallimentari (di cui quella a Pieve Emanuele è la "ciliegina marcia" sulla torta) e l'avvio di 19 contratti di quartiere, la maggior parte dei quali a tutt'oggi mai realizzati, utilizzando fiumi di danaro pubblico che non si capisce che fine abbia fatto, stante l'incompiutezza delle operazioni di edilizia residenziale pubblica avviate.

Dall'altra parte, si assisteva a un progressivo degrado dell'enorme patrimonio edilizio sul quale mancava una politica di programmazione sulla manutenzione ordinaria, degrado che oggi rappresenta oltre un quinto del valore del patrimonio ALER Milano (pari a circa 5 MLD Euro).

Fra gli auditi, molti hanno cercato di scaricare la responsabilità del dissesto su morosità ed occupazioni abusive, ma sono elementi che hanno giocato un ruolo del tutto marginale e che comunque erano direttamente correlati alla inefficienza gestionale (come evidenziato dai bilanci, dal rapporto BDO ed Eupolis, dalle relazioni della Corte dei Conti e del Politecnico di Milano)".

"Fra i fattori da noi evidenziati - continua Nanni - vi è senz'altro la mala gestione finanziaria, con la sottoscrizione di "titoli tossici" (contratti derivati) che hanno provocato perdite milionarie, l'accensione di un mutuo da 30MLN Euro per un Fondo Pensionistico Integrativo che, a tutt'oggi, non è stato ancora creato, le consulenze esterne affidate senza procedure formalizzate e senza una valutazione delle performance, le disastrose speculazioni edilizie avviate con "azzardo" pur conoscendo la grave situazione dell'ente, la mancata manutenzione del patrimonio immobiliare, le incongruenze e zone d'ombra nei bilanci, il ruolo pervasivo di Regione Lombardia perfettamente sincronizzato con il ruolo passivo e subalterno dei consigli di amministrazione e con l'avallo delle cariche apicali dell'ente.

"Seppur detta relazione ha recepito solo in parte le nostre integrazioni, tutte suffragate da documentazione contabile e prodotta agli atti, seppur in molti punti "edulcorata", abbiamo votato favorevolmente - continua Nanni - poiché, si possono chiaramente evincere le responsabilità di questo abnorme squilibrio finanziario".

Per il futuro dell'ente Nanni propone "un'immediata riformulazione della governance di ALER Milano, che deve assolutamente essere sottratta alla spartizione partitocratica e affidata al merito e alle competenze. Vanno inoltre introdotti meccanismi di controllo e bilanciamento dello strapotere affidato ai Direttori Generali, va radicalmente rivisto lo statuto e le finalità dell'azienda che non può consentire la speculazione finanziaria e immobiliare e deve preservare la finalità sociale di ALER Milano. Ora c'è da domandarsi chi ripagherà i cittadini e soprattutto chi ripagherà le migliaia d'inquilini in condizioni disagiate che non riescono ad accedere al diritto alla casa e sui quali ci sono state le ricadute dirette di questa mala gestione politica e finanziaria. Questo grave squilibrio finanziario era noto da anni: eppure nessuno è intervenuto e nessuno si è dimesso".

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