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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Politica

'Mail segreta' di Fontana con 'no alla zona rossa'. Majorino: "Con che coraggio si candida?"

Nella comunicazione il presidente della Lombardia avrebbe provato a evitare la zona rossa sottovalutando il rischio contagi

"Mi chiedo come faccia a presentarsi con serenità alle elezioni". Questo il commento, tranchant, di Pierfrancesco Majorino, candidato alle prossime elezioni regionali con il centro sinistra, dopo che è stata resa pubblica una email inedita risalente al 28 febbraio 2020, nella quale Attilio Fontana avrebbe chiesto di evitare la zona rossa, nonostante l'ondata incontenibile di contagi. 

"La scelta di non realizzare la famosa 'zona rossa' è stata compiuta dallo stesso Fontana pur sapendo dell'andamento dei dati del contagio", scrive Majorino sui social facendo riferimento alla 'mail segreta' pubblicata dal quotidiano Domani. "Non vi sono dubbi - continua l'europarlamentare in una nota -. Fontana ha colpevolmente giocato con la vita dei lombardi e si è dimostrato palesemente inadeguato nella gestione dell'emergenza, arrivando a minimizzare una situazione che era già fuori controllo. Con quale coraggio Fontana si presenta oggi per chiedere di nuovo la fiducia dei lombardi?". "Fontana - chiede in conclusione Majorino - davanti a tutto questo è in grado di affrontare questa campagna elettorale con una responsabilità simile sulle spalle?".

La mail di Fontana

Nella comunicazione divulgata dal quotidiano, il governatore lombardo Attilio Fontana chiede di mantenere la 'zona gialla', scongiurando l'adozione delle misure più severe previste con l'istituzione della 'zona rossa', che avrebbero però evitato altri contagi. "Un documento finora inedito, letto da Domani - si legge nell'articolo del quotidiano - che certifica non solo che la regione più colpita dal covid-19 nella prima ondata pandemica non chiese mai formalmente una zona rossa per la provincia di Bergamo, e soprattutto per la Val Seriana dove sono morte oltre seimila persone in poco meno di due mesi, ma dimostra anche che al contrario i vertici regionali chiesero ufficialmente al governo di restare in zona gialla, ovvero di mantenere le misure blande dei giorni precedenti. Nonostante fossero al corrente della catastrofica situazione epidemiologica". La mail, inviata a febbraio 2020, sarebbe stata indirizzata ad Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, alla segreteria della presidenza del consiglio, a quella del ministero dello Sviluppo economico e alla segreteria del ministero dell’Interno. 

"Regione Lombardia  - si legge in un passaggio della mail di Fontana - con la nota trasmessa ieri, ha richiesto il sostanziale mantenimento, per la settimana dal 2 all’8 marzo delle misure di contenimento della diffusione del coronavirus valide per questa settimana, già adottate con il decreto del 23 febbraio 2020 per i comuni del basso lodigiano e con l’ordinanza per il resto del territorio regionale". Questa comunicazione del governatore lombardo sarebbe partita, come si evince dagli allegati con i dati sui contagi, nonostante la consapevolezza che la situazione pandemica era ormai fuori controllo.

La replica del governatore

"L’attacco di Majorino mi stupisce - ha replicato Fontana a margine delle a visita alla Casa di comunità di via Livigno 2 -. Pensavo sulla base delle affermazioni da lui fatte che si sarebbe trattato di una campagna elettorale sui contenuti. Se si fonda invece sulla diffamazione ne prendiamo atto. Prendiamo atto delle dimenticanze che sono state contenute nel servizio (del quotidiano Domani, ndr) dove non si ricorda per esempio che ‘clinicamente sotto controllo’, ci si è dimenticati che era scritto, ma non è stato detto. E ci si dimentica che proprio in quei giorni c’erano due sindaci importantissimi e un segretario politico di un partito importantissimo che fa riferimento a Majorino che dicevano che si doveva andare a cena e a prendere gli aperitivi, ‘continuiamo ad abbracciarci e a stare insieme’. Sono dimenticanze che guarda caso il redattore di questa relazione alla procura è diventato senatore del Pd. Sono casualità che non è compito mio dover commentare. Non si scrive quel dettaglio che ‘era sotto controllo clinicamente’ la diffusione del virus e gli ospedali non erano ancora sotto pressione”.

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