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Draghi premier, c'è chi dice no: a Milano la prima manifestazione contro il nuovo governo

Rifondazione comunista in piazza Duomo per dire il proprio no al nuovo governo Draghi

Un governo ancora non formato, ma già nel mirino. Sabato 6 febbraio, alle ore 11, rifondazione comunista ha annunciato che sarà in piazza del Duomo a Milano per dire no a un governo guidato da Mario Draghi, il premier incaricato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per guidare il Paese dopo la crisi dell'esecutivo Conte. 

"Non ci uniamo al coro politico mediatico di esaltazione di Mario Draghi. Si tratta di un film già visto con Monti nel 2011 con conseguenze nefaste per milioni di italiani, una per tutte la riforma Fornero", si legge nella nota con cui il partito ha annunciato la mobilitazione, che evidentemente sarà la prima contro il possibile futuro premier. 

"Nel momento peggiore nella storia del Paese dal dopoguerra il mandato conferito all’ex presidente della Banca Centrale Europea sancisce il fallimento di questa classe politica: l’alleanza di governo si è dissolta dimostrandosi un’armata Brancaleone, nemmeno divertente, incapace di affrontare con politiche adeguate la gravissima emergenza sanitaria e sociale in corso. Gli interessi particolari hanno prevalso sulla necessità di mettere mano a radicali cambiamenti del paese in grado di dare una risposta a chi sta soffrendo", il j'accuse dei comunisti. 

Loro stessi hanno presentato le loro proposte: "Blocco dei licenziamenti e degli sfratti per tutto il 2021, un reddito di base per tutti, salario minimo orario di 10€ per legge, tassazione delle grandi ricchezze, un grande piano per il lavoro partendo da 500.000 assunzioni nel pubblico e dalla riduzione dell’orario di lavoro, rafforzamento del pubblico cominciando con investimenti per strutture, strumentazioni e personale nella sanità e nella scuola, intervento pubblico per la riconversione ambientale dell’economia". 

"Draghi è uno dei più intelligenti e preparati funzionari del capitalismo finanzianziarizzato globale - la loro versione -. Che gli si consegnino le chiavi della Repubblica è la dimostrazione ancora una volta che i partiti di centrosinistra e centrodestra sono allineati al 'pilota automatico' della governance europea più che alla difesa dei diritti sanciti dalla Costituzione. A questo paese non servono né Draghi né cavalieri - hanno concluso -, ma una opposizione sociale. Costruiamola insieme". 
 

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