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Ramelli, doppio corteo: nessun incidente

Ridotti "all'osso" croci celtiche e saluti romani al corteo per Ramelli. Tranquillo anche il corteo antifascista. Massiccio spiegamento di forze dell'ordine

Il corteo in via Amadeo

La giornata dei due cortei (uno opposto all'altro) del 29 aprile è iniziata nello spirito più costruttivo, con la partecipazione quasi a sorpresa del sindaco di Milano Giuliano Pisapia alla commemorazione dello studente di destra 18enne Sergio Ramelli ucciso a colpi di spranghe (e dopo un calvario in ospedale) nel 1975. Il sindaco è arrivato alle tre in via Pinturicchio, ai giardini intitolati a Ramelli, e ha presenziato alla cerimonia istituzionale, affermando che deve iniziare un percorso di pacificazione.

Una giornata però ad alto rischio tensione, che per fortuna non ha visto incidenti. Oltre all'ormai tradizionale corteo dell'estrema destra, convocato alle otto di sera in piazzale Susa fino al luogo dell'agguato a Ramelli (via Paladini angolo via Amadeo), ce n'era in programma un altro, indetto dai centri sociali, Sel e Rifondazione comunista, con partenza alle sette da Porta Venezia fino a piazza Risorgimento, a pochi metri dal luogo in cui (nel 1976) venne ucciso Gaetano Amoroso. Poche centinaia di metri separavano la fine del corteo antifascista e l'inizio di quello di destra, ma le forze dell'ordine hanno creato una "zona cuscinetto" e hanno impedito qualunque contatto. Al corteo antifascista hanno partecipato circa 2 mila persone.

In piazzale Susa, saluti romani alla chiamata iniziale per i tre commemorati (oltre a Ramelli anche Carlo Borsani ed Enrico Pedenovi) e poi il corteo silenzioso, con un unico tamburo a scandire i passi e un'unica fila di bandiere con croce celtica (la questura ha chiesto e ottenuto che ne venissero ritirate molte altre), lungo viale Romagna, via Beato Angelico e via Amadeo. Anche qui ingente spiegamento di forze della polizia ma nessun intervento. Il corteo di estrema destra, aperto da persone che indossavano un'ironica camicia bianca, si è poi concluso davanti alla lapide di via Paladini, già riparata dopo l'atto vandalico di una settimana prima, con la chiamata per Sergio Ramelli, ancora il saluto romano e la canzone "Il domani appartiene a noi". Secondo la questura i partecipanti sono stati circa 1.500, almeno il doppio secondo gli organizzatori.

Sempre nella serata di martedì 29, si è diffusa la notizia di un blitz alla sede di Forza Nuova di via Palmieri (zona Morivione), dove sarebbero stati danneggiati un vetro e una porta d'ingresso.

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