Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Ramelli, Pisapia alla cerimonia ufficiale

Il sindaco di Milano, dopo avere invitato la città a non trascinarsi nell'odio, si è recato alla commemorazione del ragazzo di 18 anni, simpatizzante del Msi, ucciso nel 1975

Il sindaco Pisapia. Insieme a lui i tre esponenti di Fdi Maerna, De Corato e Fidanza (Youreporternews)

Si preannuncia "caldo" il 29 aprile del 2014: come ogni anno è in programma il corteo (da piazzale Susa a via Amadeo) per ricordare Sergio Ramelli, studente 18enne ucciso nel 1975 a colpi di spranghe da estremisti di sinistra poi condannati nel corso degli anni '80. Ma è in programma anche un corteo alternativo e opposto, convocato per le 19 in Porta Venezia, che dovrebbe concludersi in corso Indipendenza, con lo slogan "Milano 29 aprile: nazisti no grazie!", organizzato da centri sociali, antagonismo ed esponenti di Rifondazione comunista.

La questura di Milano ha consentito entrambi i cortei, vietando il "contatto" in piazzale Susa e intimando ai giovani di destra di non marciare ordinati, di non far rullare i tamburi, di non portare bandiere con la croce celtica e - soprattutto - di non terminare la manifestazione con i saluti romani.

La novità del 2014 è la presenza di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, alla cerimonia "ufficiale" per Sergio Ramelli, ai giardini a lui intitolati in via Pinturicchio. Una cerimonia a cui partecipano diversi esponenti politici, ma a cui finora (dalla vittoria del centrosinistra alle elezioni comunali) erano mancati rappresentanti della giunta cittadina. Il deputato europeo Carlo Fidanza, annunciando la presenza del sindaco, aveva affermato: "Mi auguro che venga e che usi parole nette".

Il sindaco ha detto di essere intervenuto "in nome di una pacificazione nazionale, perché questi fatti non accadano mai più. C'è scritto sulla lapide e quello che è scritto vale molto di più delle parole", riferendosi alla frasei incisa sulla lapide collocata nel 2005 nei giardinetti. Il gesto del sindaco è stato apprezzato da Riccardo De Corato (Fdi), secondo cui "la pacificazione si fa con i gesti, non con le parole". De Corato ha anche aggiunto che Pisapia, per il quarantennale del 2015, "vuole fare una presenza più significativa e istituzionale".

Oltre a numerosi esponenti del centrodestra milanese, presenti anche alcuni politici del Pd come il coordinatore metropolitano Pietro Bussolati, l'assessore Pierfrancesco Maran, il capogruppo a Palazzo Marino Carlo Monguzzi e diversi consiglieri comunali e di zona 3.

Anche dal fronte opposto arriva uno "stimolo" a Pisapia. Antonello Patta, di Rifondazione, ha spiegato che occorre "dire basta alla crescente escalation di iniziative nazifasciste a Milano e in Lombardia" e ha chiesto che i "sinceri democratici non si mettano sul pulpito facendo i Ponzio Pilato ma decidano da che parte stare".

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