Politica

Il voto a Milano attraverso le mappe geolocalizzate

La ricerca di Commongrounds sul voto dei milanesi alle comunali 2011 e alle europee 2014

Manca poco alle elezioni comunali del 5 giugno 2016 (eventuale ballottaggio il 19 giugno). Si sceglie il successore di Giuliano Pisapia e si rinnova il consiglio comunale. Ma come vota la città di Milano? Esistono differenze tra quartieri, aree omogenee e così via? Sì, esistono. Anche se non necessariamente per tutti i candidati e schieramenti. Ci viene in aiuto la geolocalizzazione del voto, attraverso strumenti come quello elaborato dalla società Commongrounds, di cui pubblichiamo le elaborazioni grafiche sul voto nel 2011 (precedenti comunali) e 2014 (ultime europee). Vengono presi in esame due elementi: la mappa di Milano per visualizzare "a colpo d'occhio" le preferenze quartiere per quartiere, e gli scostamenti dalla media per gruppi di quartieri.

L'offerta politica preferita dai quartieri più centrali della città, oppure da quelli che, pur non essendo molto centrali, sono zone eleganti e abitate da persone relativamente benestanti rispetto alla media, è quella dei candidati e dei partiti più moderati. In zona 1, il centro storico, Forza Italia - da quando esiste - ha sempre "trainato" la sua coalizione a maggioranze schiaccianti, fino al 2011 escluso. Pisapia è riuscito a "spezzare" questo trend (il centrosinistra è diventato maggioranza anche in zona 1 nel 2011), ma l'analisi dello scostamento dei voti al centrosinistra e a Pisapia dalla media fa capire che, in quel momento, non si trattava ancora di un effetto dirompente. Pisapia infatti "perde", seppur poco, rispetto alla sua media nei quartieri più ricchi. 

Si affacciava intanto, nel mercato politico, il "terzo polo" (candidato sindaco Manfredi Palmeri) che proprio nelle stesse zone "ricche" andava a intaccare il centrodestra: in questi quartieri è superiore ai cinque punti percentuali lo scostamento di Palmeri dalla sua media cittadina. L'evidenza del terzo polo come nuovo interlocutore dei quartieri che Commongrounds definisce "alti", con forti concentrazioni di professionisti e imprenditori, è rispecchiata nel dato delle elezioni politiche del 2013, quando Scelta Civica (Mario Monti) diventa il primo partito in zona 1 a Milano. I centristi scompaiono letteralmente solo un anno dopo (europee 2014), ma i loro voti si dirottano sul Pd di Matteo Renzi (che in zona 1 ottiene più del 50% dei voti, un risultato impensabile solo due anni prima), confermando la tendenza al moderatismo dei quartieri di questo genere. Tanto più che le forze anti-sistema (Lega Nord e Movimento 5 Stelle) registrano, proprio qui, i loro peggiori scostamenti dalle rispettive medie (più di dieci punti percentuali). 

Mappe del voto 2011 e 2014 (Commonboards)

Ed è quella che Commongrounds classifica "provincia industriale" a premiare maggiormente (sempre analizzando gli scostamenti) la Lega e i 5 Stelle. Si tratta di quartieri che, a Milano, si trovano in piena periferia, ad esempio alcune aree di Affori, Baggio o Quarto Oggiaro, definite da "buoni livelli di occupazione, principalmente operai e impiegati" e "caratteristiche demografiche e di reddito vicine alla media nazionale". 

Tornando alle comunali del 2011, Pisapia e la Moratti evidenziano una discreta capacità di "parlare a tutta la città", più il primo della seconda: lo si vede dagli scostamenti dalla rispettiva media nei vari tipi di quartieri, più limitata per l'avvocato che per l'imprenditrice. E speculari sono i loro scostamenti: se in centro Pisapia scende (di pochissimo) e la Moratti sale rispetto alla media, accadeva l'opposto nei quartieri definiti "giovani insediamenti" (situati in periferia, con popolazione di reddito medio-alto e più giovane della media) e in quelli definiti "giovani famiglie" (anch'essi situati in periferia, con nuclei più numerosi della media e forte presenza di disoccupati e casalinghe).

La fotografia delle europee del 2014 risente, come detto, dello spostamento di consensi moderati dal centrodestra al Partito democratico, "attraversando" il terzo polo montiano (ma anche di Fermare il Declino) nel 2013, subito abbandonato l'anno successivo. Il nuovo Pd di Renzi riesce quindi a conquistare anche l'elettorato delle fasce più istruite e ricche della popolazione, mentre Forza Italia si reinserisce come punto di riferimento dei moderati in altre aree come il quartiere Monforte o San Siro Stadio. Il Movimento 5 Stelle, che pure aumenta considerevolmente i suoi voti dal 2011 al 2014, si conferma più forte più o meno negli stessi quartieri, e così la Lega Nord. 

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