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Matteo Renzi alla conquista dell'alta finanza

In tandem col finanziere Davide Serra tiene banco a una cena d'elite. Intanto in città le adesioni sono sempre più numerose

Una cena da mille euro o giù di lì, per Matteo Renzi a Milano. Organizzata, sembra, soprattutto da Davide Serra, astro nascente della finanza internazionale (è il fondatore del fondo Algebris) che ha anche fatto da "mattatore" per una parte della serata. Nella meravigliosa cornice della Fondazione Metropolitan di corso Italia, mercoledì 17.

Tema della serata, ovviamente, che cosa pensa Renzi del futuro dell'Italia. La maggior parte degli intervenuti sembra si sia schernita dietro il classico "siamo qui per ascoltare": meglio non esporsi troppo in questa fase, ma nello stesso tempo ascoltare le proposte e le idee di uno dei più "papabili" nel ruolo di futuro premier del Paese.

Tra i nomi rilevanti, Enzo Chiesa (ex direttore generale di Banca Popolare di Milano), Carlo Salvatori (presidente di Allianz Italia), Andrea Soro (Royal Bank of Scotland), Flavio Valeri (Deutsche Bank Italia), Franco Moscetti (ad di Amplifon). E molti giovani manager e professionisti. Nel pomeriggio un altro incontro al Four Seasons aveva registrato le presenze di Claudio Costamagna (presidente Impregilo), Tito Boeri (vicerettore della Bocconi), Andrea Casalini (Buongiorno) e Andrea Guerra (ad di Luxottica).

CLIP: RENZI A MILANO

GLI ARGOMENTI - Due domande ruotavano intorno all'intervento di Davide Serra, vero "clou" della serata. La prima: perché il debito in Italia cresce? La seconda: perchè la crescita scende? Le risposte sono un programma elettorale da terza repubblica: corruzione troppo diffusa, sistema tributario troppo complesso, evasione fiscale cronica, costo dell'energia troppo alto, sistema giudiziario inefficace, pochi lavoratori rispetto alla forza-lavoro, soprattutto poche donne al lavoro rispetto al resto d'Europa, bassa competitività e produttività, troppa spesa pubblica. Le ricette piaceranno al centro-sinistra? Non si sa: dall'accordo Bersani-Vendola appena firmato manca l'agenda Monti, che Serra sembra invece condividere (ma "15 mesi di Bocconi non bastano", precisa). Non una riga sulla patrimoniale (che invece Vendola gradirebbe), proposto un netto taglio alla spesa pubblica. E tra le righe si leggerebbe anche l'idea di un necessario ritorno al nucleare. L'alto costo dell'energia in Italia viene infatti giustificato con l'assenza di fonti energetiche efficienti e con un grafico che mostra quanto nucleare c'è nelle fonti energetiche di vari Paesi d'Europa: 0%, com'è noto, in Italia.

UN SUCCESSO? - Al di là del commento più diffuso, un po' di rito, cioè "siamo qui per ascoltare", sembra che Matteo Renzi abbia alla fine convinto i suoi prestigiosi ospiti. Naturalmente gli argomenti erano affini alla platea, il rischio per Renzi è che lo si accusi sempre di più a strizzare l'occhio alle idee liberali e liberiste. La maggior parte degli ospiti ha un giudizio alla fine positivo del sindaco di Firenze.

MILANESI PER RENZI - Intanto si espande la lista dei sostenitori di Matteo Renzi in città. Oltre a Ivan Scalfarotto si espone anche il senatore Pietro Ichino, autore di un applauditissimo intervento in via Plinio all'ultima assemblea dei "renziani". Che hanno costituito comitati in Statale e in Bocconi. Comitati si stanno costituendo anche nelle nove zone di Milano, con diversi consiglieri pronti ad aderire. E qualche circolo milanese del Pd sarebbe già accreditato di "renzianità", come il forte 02Pd di via Eustachi.

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