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Blatta e vetro nei pasti per i bambini, arriva l'esposto di Fdi in procura

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Truppo ha presentato un esposto in procura a Milano sull'affaire Milano Ristorazione\

È finita sulle scrivanie della procura la questione del ritrovamento di corpi estranei nei pasti di Milano Ristorazione e la gestione del caso da parte del comune. Nelle scorse ore il capogruppo di Fratelli d’Italia a palazzo Marino Riccardo Truppo ha presentato un esposto al Procuratore di Milano per chiedere di "accertare e valutare se fatti, atti e comportamenti” “siano rinvenibili fattispecie penalmente rilevanti procedendo, in caso affermativo, nei confronti dei soggetti responsabili”. Il fatto è stato reso noto durante una conferenza stampa tenuta proprio nel palazzo del comune.

"È un'iniziativa di extrema ratio e un atto grave che si spera che la politica non debba compiere, ovvero quello di un esposto - ha sottolineato Truppo -. La denuncia è un’extrema ratio che arriva dopo aver depositato interrogazioni riscontrate al limite dei 30 giorni, domande a risposte immediate, le cui risposte non sono state puntuali. È stato chiesto un consiglio straordinario del 6 maggio. Abbiamo depositato un ordine del giorno che è stato bocciato senza che si aprisse un minimo di dibattito in consiglio. Abbiamo usato tutti gli strumenti politici possibili".

Sulle risposte da parte dell'amministrazione, "la posizione del Comune, del vicesindaco e indirettamente del sindaco - ha evidenziato Truppo - che oltre a essersi scusato pubblicamente, non mi risulta che abbia fatto altro dal punto di vista di iniziativa amministrativa, è che il pericolo di questi corpi estranei resta perché è in attesa delle indagini. A mio modo di vedere, è una posizione anomala". Truppo ha affermato che Milano Ristorazione resta "al momento dati alla mano parte lesa" ma "non si può ammettere che l'amministrazione accetti il rischio che avvengano di nuovi casi di questo tipo".

Nell'esposto si fa riferimento anche alle segnalazioni di associazioni di genitori e al precedente di una sentenza della Cassazione - la numero 25547 del 10 marzo 2022 - in cui ci si riferisce al reato di omissione di atti d'ufficio, in relazione "alla mancata adozione di un'ordinanza da parte del sindaco in situazione di emergenza".

"Nel momento in cui viene accertata una situazione di emergenza in materia sanitaria - ha sottolineato l'avvocato Paolo Di Fresco durante l’incontro con la stampa - sarebbe opportuno che il sindaco provvedesse con un provvedimento per intervenire tempestivamente. Il che non è stato fatto e integra il reato di omissioni di atti di ufficio. Sarebbe stato doveroso che il Comune intervenisse con un'ordinanza”.

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