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Migranti, Caritas vince lo scontro col Ministero: i preti non saranno "notificatori"

La retromarcia di Roma

Profughi (Foto Caritas)

Sacerdoti e responsabili di comunità d'accoglienza trasformati in "notificatori": non sarà più così. La ribellione della Caritas Ambrosiana ad una norma del decreto firmato dal ministro dell'Interno Marco Minniti ha funzionato. Dal Ministero hanno reso noto di sospendere la nuova procedura di notificazione per effettuare «ulteriori approfondimenti», formula rituale con cui si annuncia un ripensamento.

Decisione comunque in extremis, perché il 12 agosto la nuova procedura sarebbe scattata, prevedendo che i responsabili delle strutture di accoglienza dei migranti avrebbero avuto anche l'incarico di comunicare gli atti assunti nei confronti dei migranti stessi, tra cui ad esempio l'esito della domanda d'asilo.

Una "trasformazione in ufficiali giudiziari" che alla Caritas non era affatto piaciuta. Tanto da minacciare di smettere di fare accoglienza se non fosse stata sospesa questa nuova procedura prima dell'entrata in vigore. Cosa effettivamente successa. Un po' per ragionevolezza, un po' (forse) perché rischiare di perdere l'accoglienza diffusa organizzata dalla Caritas nelle parrocchie sarebbe stato deleterio. Caritas Ambrosiana, nel territorio della Diocesi di Milano, dà infatti accoglienza a quasi 2.200 persone.

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