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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Palazzo Marino: il fantasma di Massari aleggia sul consiglio comunale

Ieri seduta del Consiglio a Palazzo Marino. Assente il sindaco Moratti. Questione Massari sui banchi di maggioranza e opposizione. I dettagli

"Congelato": così Pierfrancesco Majorino, capogruppo del PD, ha definito il consiglio comunale di lunedì e il Comune stesso, riferendosi soprattutto alla mancanza di chiarezza sulla questione Massari sia da parte del sindaco sia della giunta, assente: "nessuno si degna di chiarire". La voce del Pdl, Giulio Gallera, ha affermato: "Concordiamo all'unanimità con la scelta della Moratti: è meglio che Massari non rappresenti Milano e il sindaco in contesti esterni, almeno fino a quando tutto non verrà chiarito. Non ci sono elementi per esprimere un giudizio, in generale, però, condanniamo ogni azione di violenza contro le donne".

 

Giulio Gallera, capogruppo Pdl

Meno diplomatico il commento di Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord, che ha definito la situazione "un caso di squallore personale; possiamo solo sperare che sia l'ultima performance che una parte della maggioranza regala a Milano".


I consiglieri di minoranza Majorino, Rizzo e Quartieri hanno insistito: "E' scandaloso che il sindaco abbia taciuto fino a quando non ha saputo che la stampa avrebbe rivelato l'accaduto. Dovrebbe essere qui in aula a spiegare i motivi del suo comportamento" ha dichiarato Patrizia Quartieri, capogruppo di Rifondazione Comunista, e Basilio Rizzo, capogruppo di Uniti con Dario Fo, ha aggiunto: "Potrebbe approfittarne anche per affrontare il problema della cancellazione degli assessorati inutili: passare da 16 a 12, per la giunta, sarebbe un segno di serietà, uno scatto di orgoglio per conquistare un minimo di credibilità".

 

La protesta del Pd contro i tagli alla cultura

Dopo la bocciatura, 25 contro 21, della proposta di Rizzo di sospendere la seduta attendendo la presenza della Moratti e posticipata la discussione del "caso Massari" al termine del consiglio - come richiesto da Majorino per "attendere il sindaco" - si è passato a discutere di "questioni milanesi" concrete. Pochi i presenti in aula a poter prendere atto della sospensione dell'ipotesi d'emendamento del verde per il Pgt, "perché l'aumento dei mq di aree verdi non coincide con quello pattuito - ha precisato Majorino - Siamo ancora costretti a fare ostruzionismo".


Oltre alle proteste contro i tagli alla cultura, secondo il Pd "un duro colpo alle fondazioni culturali milanesi, Scala compresa", è stato espresso anche il rammarico per la mancata comunicazione ai consiglieri della consegna, avvenuta sabato, delle case ai residenti di via Lomellina, sfrattati da un'esplosione nel settembre del 2006. A causa dell'assenza del sindaco la seduta si è poi chiusa, come richiesto da Majorino e senza alcuna opposizione.

GLI AGGIORNAMENTI

8 giugno ore 10.45 - Massari rimette le deleghe. Dopo un incontro con il sindaco di Milano Letizia Moratti, Paolo Massari, coinvolto in uno scandalo per presunte molestie ai danni di una diplomatica norvegese e di una dipendente comunale, ha formalmente rimesso le deleghe assessorili all'ambiente. Ad annunciarlo è stato lui stesso, lasciando l'ufficio del sindaco. "Ho rimesso le mie deleghe come prevedeva l'impegno preso con il sindaco Moratti", ha affermato l'ormai ex assessore di Palazzo Marino. "Ho un patto con il sindaco Moratti e ho dato la mia parola - ha aggiunto Paolo Massari - di rimettere le deleghe con l'impegno che, fatta chiarezza su questa vicenda, mi verranno restituite" (ANSA).

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