Atm e nuova gara del trasporto pubblico, negati gli atti a un consigliere: fa ricorso al Tar

Rizzo ha aspettato 90 giorni, ma il Comune non ha nemmeno rispettato la scadenza "perentoria" di legge: «Per noi la proposta di project financing di Milano Next è decaduta»

Repertorio

«Se vogliono fare una gara per gestire il trasporto pubblico, che sia una gara vera. Anche se io sarei per l'affidamento diretto ad Atm, consentito dalle norme europee». L'affondo di Basilio Rizzo, consigliere di estrema sinistra (per il gruppo Milano in Comune), è anche politico sulla futura costituzione del consorzio Milano Next, anticipata a luglio da alcuni organi di stampa: un'operazione che non bypassa totalmente la gara ma, mettendo sul piatto un project financing, consente al consorzio che l'ha proposto di pareggiare eventuali offerte migliori di altri concorrenti.

Ma l'affondo è soprattutto sulle procedure. E ha preso la forma di un ricorso al Tar, presentato il 27 settembre, perché Rizzo si è visto negato l'accesso agli atti avanzato dopo l'anticipazione di stampa. Dapprima gli sono stati opposti i 90 giorni di termine entro cui il Comune di Milano avrebbe dovuto valutare se la proposta di project financing ha un "interesse pubblico". Un'interpretazione che renderebbe il project financing simile a una gara pubblica (ovviamente non si può accedere agli atti di una gara prima che sia terminata). Poi gli è stato detto che quel termine era stato prorogato «per la complessità del tema». A quel punto Rizzo ha deciso di non aspettare più e ha presentato il ricorso.

«Il termine è perentorio, il Comune non può sospenderlo se non per richiedere ulteriore documentazione. La legge è chiara: se i 90 giorni scadono senza risposta, la proposta di project financing deve intendersi decaduta», affermano gli avvocati che hanno seguito Rizzo nel ricorso, Stefano Nespor e Federico Boezio. 

«Con il ricorso intendiamo anzitutto riaffermare il principio per il quale i consiglieri comunali hanno diritto ad un accesso agli atti generalizzato. Ma evidenziamo anche che, siccome sono passati i 90 giorni e per noi la proroga non è legittima, a nostro parere la proposta è decaduta. Se il Tar ci dà ragione, il consorzio Milano Next deve ripartire da zero con la presentazione della proposta», spiegano i legali. 

«Temo che l'amministrazione ora aspetti la sentenza (che dovrebbe arrivare entro un mese dalla presentazione del ricorso, n.d.r) perché non ha il coraggio di prendere una decisione», commenta Rizzo, che giudica (lo si diceva all'inizio) una gara «che non è una gara» quello che si prospetta per il prossimo affidamento del servizio di trasporto pubblico. Ed è solo l'inizio, perché (fa ancora notare Rizzo) la questione del nuovo stadio si prospetta molto simile, con un project financing.

La gara per il Tpl e Milano Next

Il trasporto pubblico, secondo le norme europee, può essere affidato dagli enti ad aziende di tutta l'Unione europea e la via "privilegiata" deve essere la gara. E' in questo modo che Atm, per esempio, gestisce da tempo la metropolitana di Copenhagen, tra l'altro con discreto successo. Allo stesso tempo, c'è molto interesse a "frenare" la fame internazionale per accaparrarsi il trasporto pubblico milanese, su cui qualche anno fa avevano messo gli occhi sia Ferrovie dello Stato (con la controllata Busitalia) sia alcune aziende estere, soprattutto francesi, prima tra tutte Ratp.

L'asso calato da Atm è il project financing presentato dall'associazione temporanea di imprese Milano Next, di cui controlla l'84% (gli altri soci sono Busitalia, Hitachi Rail, A2A, Commscon Italia e IGPDecaux), che prevede investimenti di lungo periodo per l'elettrificazione degli autobus e altri interventi, in cambio della gestione del servizio per 15 anni nella Città Metropolitana. Il Comune di Milano, che possiede Atm e in parte A2A, e che controlla l'Agenzia del Tpl di Milano, Monza-Brianza, Lodi e Pavia, è dunque chiamato in questa fase a valutare l'interesse pubblico della proposta di project financing.

Se Palazzo Marino dirà di sì, la gara (che dovrebbe essere predisposta entro il 9 dicembre 2019) verrà effettuata sulla base del progetto presentato da Milano Next. Starà ai potenziali concorrenti fare offerte migliori (sul piano economico e fattuale) e Milano Next, in quanto primo proponente, avrà il diritto di prelazione: potrà cioè impegnarsi a pareggiare una migliore offerta e in quel caso la gestione sarà affidata a Milano Next. 

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