PIANO ROM, Il Ministro Maroni a Milano: espellere chi non è in regola

Stamattina vertice in Prefettura per il Ministro dell'Interno Maroni: si è discusso del piano per l'emergenza rom. Il centrodestra: chi non è in grado di auto mantenersi dovrebbe essere espulso

Vertice in Prefettura, questa mattina, per il Ministro dell'Interno Maroni. Assieme al prefetto Gian Valerio Lombardi, commissario straordinario per l'emergenza rom, e il ministro dell'interno si sono seduti al tavolo il presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, il suo assessore alla Protezione Civile Romano La Russa, il presidente del consiglio regionale Davide Boni, il sindaco di Milano Letizia Moratti, il vice sindaco Riccardo De Corato, l'assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli e l'assessore leghista al Turismo Alessandro Morelli. La Provincia é rappresentata dal presidente Guido Podestà e dall'assessore alla Sicurezza Stefano Bolognini.

  Dopo la chiusura di Triboniano, nessun alloggio Aler per i rom regolari  


Le istituzioni lombarde hanno fatto il punto sul piano emergenza rom, molto contestato dal centrodestra, soprattutto nel capitolo "assegnazione di alcuni alloggi popolari alle famiglie nomadi sgomberate dai campi". Questa opzione - originariamente prevista dal piano - non verrà attuata. Lo ha confermato il Ministro Maroni al termine del vertice. I rom che hanno i requisiti per restare in città - una volta chiuso il campo di via Triboniano - riceveranno una sistemazione ma non negli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per il presidente della Regione, Roberto Formigoni, è necessario chiudere a chi non è in regola, purchè si rispetti la legge.

"A certe condizioni i rom rappresentano un problema - ha affermato Formigoni, rispondendo a una precisa domanda in merito - è chiaro che in base alle regole comunitarie i cittadini devono avere un proprio lavoro con cui si mantengono, ed esercitare obblighi e doveri verso e comunità che li ospitano. Stiamo discutendo e lavorando perché nel rispetto delle leggi i problemi siano risolti".

Il Ministro Maroni ha poi annunciato di voler proporre "al governo e al Parlamento che ci venga data la possibilità di espellere i cittadini comunitari se non hanno i requisiti previsti dalla direttiva europea del 2004". Una situazione che dal punto di vista legislativo deve sbrogliarsi con urgenza, ha sottolineato il ministro, dato che all'inizio del prossimo anno paesi come la Romania sono destinati ad entrare nell'area Schenghen.

Il sistema da adottare per l'emergenza rom, dunque, sembra seguire due direttrici ben precise: il rigore, ovvero rimane soltanto chi è nelle condizioni per poter rimanere e rispetta le regole, e poi l'accoglienza e l'integrazione.

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GLI AGGIORNAMENTI

27 settembre ore 16.25 - Boni: "Maroni ha disinnescato ogni tensione". Stoppando l'assegnazione di case popolari alle famiglie nomadi sgomberate dai campi, il ministro Maroni ha il merito di aver "disinnescato ogni tipo di tensione tra i milanesi". Lo ha dichiarato Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia. Per Boni la priorità assoluta per Milano resta la chiusura del campo di Triboniano. "La chiusura di Triboniano è un grande segnale per la nostra città" gli ha fatto eco il sindaco Moratti che si è detta soffi sfatta del vertice con Maroni. Il campo, che attualmente ospita 500 persone, potrebbe essere chiuso già a partire dalla fine del mese corrente.

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