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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Darsena, la Lega presenta il progetto, Cadeo: “E’ come quello del Comune”

Restyle per l'ex bacino portuale, al centro delle polemiche per la mancata riqualificazione. Ieri la Lega ha presentato il suo progetto: argini aperti e percorribili e macchine di Leonardo. Ma il Comune ribatte: "Il prototipo del Carroccio non sembra molto diverso dal nostro"

Una Darsena romantica, con l'acqua, gli argini aperti e percorribili e l'installazione delle macchine di Leonardo. È il progetto di riqualificazione dell'ex bacino portuale presentato ieri pomeriggio dalla Lega Nord a Palazzo Marino.

Un'idea che si inserisce nel solco della tradizione milanese, come ha sottolineato l'eurodeputato e capogruppo Lega in consiglio comunale Matteo Salvini: "La darsena senz'acqua é come una piscina vuota. Che senso ha"?

Alla Darsena riqualificata - nei mesi scorsi al centro delle polemiche per la mancata realizzazione di un progetto urbanistico - si potrà passeggiare, godersi il verde e, ovviamente, andare in bici. "I gioielli di Milano sono questi: la Darsena, Sant'Ambrogio - ha specificato Salvini - . Non possiamo lasciarli in queste condizioni".

  La Darsena è uno dei gioielli di Milano, non si può lasciare in queste condizioni  


Benchè si tratti solo di una bozza, già dall'Ufficio urbanistica di Palazzo Marino arrivano i primi appunti: "Il progetto della Lega Nord sulla Darsena? Onestamente non mi sembra molto diverso da quello elaborato dall'Ufficio arredo del Comune", ha detto l'assessore comunale all'Arredo Urbano, Maurizio Cadeo. "Anche noi avevamo previsto - ha precisato Cadeo - due assi di scorrimento piantumati, zone di fruizione pubblica. Ecco, non avevamo pensato alle macchine di Leonardo".

Sulla polemica di una possibile Darsena senz'acqua, Cadeo ha sottolineato: "Ci sono due opzioni al vaglio, e il sindaco é stato chiarissimo nel dire che la prima era quella della Darsena acquatica". Se la situazione attuale non lo consentisse, però, si farà una riqualificazione a verde, temporanea, sfruttando quella che adesso sembra un'area incolta ma che invece è diventato un vero e proprio bioma originario, che non sarebbe sbagliato preservare comunque come area naturalistica.

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