Politica

Parco Sud: viaggio nell'area che continua a tenere banco

Edificabilità troppo morbida, un progetto di termovalorizzatore, un fermo comitato di opposizione. Ecco il Parco Sud, fra tensioni politiche e progetti verdi

Eccolo, il Parco Sud. L'oggetto del contendere della politica locale, non solo cittadina, si apre all'improvviso, appena oltrepassato il quartiere della Barona. Subito prima i casermoni di via Mazzolari, noti per essere zona in cui è cresciuto il rapper Marrakesh, che se fossimo a Roma e se fossero più lunghi ricorderebbero il Corviale.


Subito dopo siamo in aperta campagna e transitiamo in mezzo alle risaie, sfiorando la Cascina Battivacco dove, all'indomani dell'approvazione notturna dell'emendamento al Pgt sul Parco Sud, Carlo Masseroli (assessore allo sviluppo del territorio) ha organizzato una delle sue conferenze stampa "open air".


Ma andiamo con ordine. Sul Parco Sud alcuni contestano alle istituzioni una linea troppo morbida sulle nuove costruzioni nel territorio verde. La scorsa notte però il consiglio comunale ha approvato un emendamento, proposto dalle opposizioni, con il quale «l'Amministrazione interverrà sugli organi preposti perché nessuna area del Comune di Milano che insiste nel Parco Sud venga resa edificabile», aggiungendo che «eventuali interventi di riqualificazione del Parco stesso verranno deliberati dal Consiglio comunale».

Uno stop in piena regola a nuove costruzioni nel parco, almeno sul territorio comunale. Un accordo importante tra maggioranza e opposizione che testimonia, secondo Masseroli, «la maturità politica raggiunta dall'Aula, contrariamente a certi intellettuali che continuano a parlare di cementificazione senza sapere di cosa parlano». L'assessore aggiunge: «qualcuno ha voluto connettere il nostro lavoro sul Parco Sud alle proprietà, noi invece stiamo operando per connetterci all'interesse pubblico e non subiamo alcuna influenza».


A prova dell'accordo, stamattina era presente anche l'esponente dei Verdi Enrico Fedrighini. Il "focus" degli interventi del Comune nel parco è rappresentato dalla valorizzazione dell'attività agricola, attraverso il progetto "Parco delle risaie", presentato dall'ing. Riccardo Castellanza, che vive nella zona e ha fondato un'associazione per dar vita a un'idea importante: quella di restituire ai milanesi un'esperienza rurale in città, "accompagnandoli" alla scoperta delle risaie, che qui rappresentano il fulcro (assieme all'allevamento di bovini da carne) dell'attività economica. Milano è, del resto, il secondo comune agricolo d'Italia dopo Roma, ma quasi nessuno lo sa.


Il futuro parco delle risaie, che (se arriveranno i finanziamenti) potrà essere almeno in parte pronto per l'Expo, è un'area che insiste tra i due navigli e i confini comunali, e nelle intenzioni sarà costituito da una fascia centrale (da nord-ovest a sud-est) fruibile a verde, con due fasce laterali interamente occupate da risaie. Attualmente l'area ha diversi proprietari: si va dal Comune all'Ospedale Maggiore per arrivare ad alcuni gruppi immobiliari che avevano comprato terreni sperando diventassero, prima o poi, edificabili.


Nelle intenzioni di Palazzo Marino, con il meccanismo della perequazione questi gruppi immobiliari potranno costruire altrove cedendo, in cambio, al Comune i loro terreni: così l'area diverrà omogenea, interamente di proprietà pubblica, e si potranno attuare progetti veri. Tornando al parco delle risaie, il costo di progettazione stimato è tra i 200 e i 300mila euro, poi ci vorranno almeno 5 milioni di euro per realizzare alcune delle idee, mentre per lo scenario complessivo sarebbero necessari 40-50 milioni di euro.


Gli interventi riguarderanno anzitutto l'eliminazione di attività incompatibili, come le cave di macinazione di materiali inerti, poi la creazione di percorsi funzionali, come quelli ciclabili ed equestri, ma soprattutto la "strada del riso": un percorso circolare che toccherà varie cascine agricole, attraverso cui toccare con mano l'uso dell'acqua, la preparazione dei campi di semina, la raccolta, la trasformazione, la conservazione, per finire con una degustazione in cascina.

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