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Elezioni Milano: Mirko Mazzali, delegato del sindaco alle periferie, non si ricandiderà

Torna a fare l'avvocato a tempo pieno dopo dieci anni nelle istituzioni milanesi

Dopo dieci anni nelle istituzioni milanesi, l'avvocato Mirko Mazzali torna alla sua professione a tempo pieno e annuncia che non si ricandiderà nel 2021. "Dopo due mandati è giusto fermarsi, perché servono idee nuove, perché dopo che hai fatto una esperienza è giusto provare altro", scrive su Facebook: "Non mi candiderò alle prossime elezioni, mi fermo qui, ho un lavoro che ancora mi piace, ad agosto compio 60 anni ed è giusto badare anche a riposarsi, a stare con le proprie persone care e con le mie gattine".

Eletto nel 2011 in consiglio cmunale con Sinistra ecologia e libertà, Mazzali era considerato "l'avvocato dei centri sociali" e soprattutto del Leoncavallo. Capogruppo a Palazzo Marino, nel 2016 si è candidato al consiglio di Municipio 1 con la lista Sinistra x Milano, "figlia" proprio del percorso di Sel, venendo eletto e diventando presidente del consglio. Poi l'incarico di delegato alle periferie, rispondendo direttamente al sindaco Beppe Sala.

Nel post, Mazzali ripercorre tutta la sua attività politica, iniziata a quindici anni nella città natale (Parma) e proseguita a Roma e Bologna negli anni della contestazione (1977). "Da allora, con alti e bassi, mi sono sempre interessato alla poliica, anche se non sono mai stato iscritto a un partito, neanche a Sel quando ero capogruppo in consiglio comunale", scrive. 

"Sono stati dieci anni molto duri, conciliare lavoro e politica attiva è difficile, ma è stata una esperienza che comunque rifarei, perché ho capito come funziona la macchina di un comune, perché ho capito le difficoltà di amministrare, perché qualcosina nel mio piccolo ho contribuito a fare. Adesso la situazione politica degli ultimi anni, è, usando un eufemismo, deprimente", prosegue Mazzali: "L'ultimo parlamento è uno dei peggiori del dopoguerra, soggetti assolutamente incapaci si sono trovati in ruoli importanti e si è visto cosa è successo".

Ce n'è anche per il suo mondo, la sinistra: "Tentativi di riunire posizioni inconciliabili, sempre le stesse facce, politici di professione, trovatisi ministri senza alcun merito". E Draghi? "Sono abbastanza sconcertato da quello che sta avvenendo, siamo un popolo che ha bisogno di eroi, più o meno veri, a sinistra molti si sono innamorati di Conte e Arcuri", commenta l'avvocato. Che promette di non 'isolarsi in un eremo': "La passione per la politica si può coltivare anche in altri modi, un tempo si diceva nelle piazze, adesso non si capisce dove e come". C'è da scommettere che non smetterà. Come non smetterà sicuramente di manifestare su Facebook l'altra sua grande passione, oltre alla politica e all'avvocatura: la Fiorentina, di cui è tifosissimo.

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