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Una protesta di ucraini contro l'annessione della Crimea alla Russia

Una protesta di ucraini contro l'annessione della Crimea alla Russia

I leghisti in missione in Crimea. Il console ucraino: "State violando il nostro codice penale"

La lettera del diplomatico ricorda anche le direttive dell'Ue e le norme del diritto internazionale. Colla (Lega Nord): "Grazie, ma parto ugualmente"

I consiglieri regionali di maggioranza in regione Lombardia continuano i loro viaggi in Russia. Solo che questa volta scelgono la Crimea, territorio dell'Ucraina occupato dalla Federazione Russa dal 2014. La missione, per quanto si apprende da alcune fonti, sarebbe finanziata da un'agenzia pubblica russa, la "All Russian Public Organization Business Russia", che - evidentemente dal nome - è nata per promuovere incontri di business tra la Russia e altri Paesi.

A guidare la missione sarà il consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi, ex democristiano, poi Udc, eletto con la Lista Zaia, e dalla Lombardia partirà Jari Colla, vice capogruppo della Lega Nord.

Il console ucraino a Milano, Roman Gorianov, ha inviato una lettera al consiglio regionale lombardo per informare che questa visita «violerebbe il regolamento sull'entrata e l'uscita dalle aree d'Ucraina temporaneamente occupate, le relative direttive dell'Unione Europea, nonché le norme del diritto internazionale». Il console ha concluso informando che la visita comporterebbe la responsabilità penale derivata dal comma 1 dell'articolo 332 del codice penale ucraino, secondo cui «l'organizzazione di spostamenti illegali di persone all'interno dei confini statali dell'Ucraina, coordinando o favorendo qualunque tipo di azione tramite consigli, istruzioni, fornitura di mezzi o rimozione di ostacoli, può essere punito con il carcere da due a cinque anni, con il sequestro dei trasporti o di ogni altro mezzo utilizzato per commettere il reato».

Ma Jari Colla ha annunciato che sarebbe comunque partito. «Prendo atto delle preoccupazioni del consolato, ma partirò comunque», ha spiegato ricordando una mozione approvata il 7 luglio 2016 dal consiglio regionale lombardo con cui si chiede di «riconoscere quanto espresso dal popolo della Crimea attraverso il referendum di indipendenza». Referendum la cui regolarità è stata parecchio contestata e che si è tenuto con la "sorveglianza" di militari che poi il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha ammesso essere soldati russi.

Viene anche da chiedersi la ragione per la quale i consiglieri regionali leghisti del Nord Italia tengono così tanto a tessere rapporti di "business" con le diverse regioni russe e - adesso - addirittura con la Crimea, di cui quasi nessun Paese al mondo riconosce l'annessione alla Russia. 

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