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Crimea, politici e imprenditori sono tornati dalla missione contestata

Tra coloro che hanno preso parte al viaggio, il consigliere regionale della Lega Nord Jari Colla

Un'immagine degli incontri (Jari Colla, Fb)

E' terminata la missione in Crimea da parte di diversi consiglieri regionali del nord Italia, tra cui Jari Colla, vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone. Prima che la delegazione partisse, il console ucraino a Milano Roman Gorianov aveva inviato una lettera al presidente del consiglio regionale lombardo, Raffaele Cattaneo, per avvertire che il viaggio avrebbe violato diverse disposizioni internazionali e anche il codice penale ucraino. La Crimea, infatti, è una Repubblica autonoma in Ucraina ma dal 2014 è stata arbitrariamente annessa alla Russia. 

Colla ha aggiornato i propri seguaci su Facebook sul viaggio con una serie di fotografie e didascalie, definendo tra l'altro «scandaloso» l'intervento del consolato, che - come abbiamo detto - verteva soltanto a ricordare il rischio che venissero violate norme del diritto penale ucraino e direttive internazionali. Al ritorno, Colla ha scritto su Facebook un ringraziamento non soltanto per i politici che, come lui, sono partiti per la Crimea, ma anche per «gli imprenditori che ci hanno seguito, tra cui grandissimi brand nazionali con migliaia di dipendenti, uomini liberi, con la schiena dritta e la testa alta».

La missione è stata finanziata dall'agenzia "All Russian Public Organization - Business Russia". Ora l'attenzione si sposterà sulle eventuali conseguenze per le imprese che hanno partecipato al viaggio, se promuoveranno iniziative d'affari: occorre capire se saranno in violazione delle sanzioni dell'Unione europea in vigore, che prevedono fra l'altro il divieto di fornitura di servizi turistici e il divieto di investimenti in una regione che, per tutti i Paesi europei compresa l'Italia, fa parte integrante della Reupubblica d'Ucraina. Il fatto che al Pirellone sia stata approvata una mozione per il riconoscimento dell'annessione russa della Crimea è ovviamente un atto senza alcun effetto di sostanza.

Tra le imprese italiane che hanno partecipato, vengono citate in particolare la Scandiuzzi Steel Constructions con Fulvio Scandiuzzi, la Albrigi Srl con Stefano Albrigi e la Cantina di Soave con Attilio Carlesso che, secondo WineStrategies.eu, sta per concludere un accordo per la produzione di vini con uva di Crimea e know how italiano insieme alle storiche Cantine Massandra di Yalta. Dove, sotto l'arco d'ingresso, campeggia ancora l'emblema dell'Unione Sovietica. Altri contratti prevedono - secondo varie fonti - la costruzione di un albergo a Simferopoli.

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