Moschee a Milano, dalla Regione stop alla regolarizzazione di 4 centri abusivi

L'emendamento a una mozione (presentato da Fi e votato anche dai 5 Stelle) impegna la giunta regionale a prevedere lo stop alla regolarizzazione di centri religiosi irregolari

Una preghiera islamica

Il Comune di Milano potrebbe non poter più regolarizzare quattro luoghi di culto islamici che aveva inserito nel piano per le attrezzature religiose insieme ad altre due Moschee nuove. Si tratta della comunità culturale Milli Gorus di via Maderna, dell'associazione Al-Waqf Al-Islami di Cascina Gobba, dell'associazione Der El Hadith di via Gonin e della comunità islamica Fajr di via Quaranta. 

Il consiglio regionale della Lombardia ha deciso, l'11 settembre, un sostanziale "stop" alla "sanatoria" per le Moschee abusive o in qualche modo irregolari. La decisione non è tuttavia definitiva. E' stato infatti approvato un emendamento (di Fabio Altitonante, consigliere e sottosegretario di Forza Italia) ad una mozione della Lega sul tema Moschee. L'emendamento impegna la giunta regionale a prevedere una norma che "non consenta la sanatoria di centri culturali abusivi all'interno dei Pgt dei Comuni". Proprio quello che Palazzo Marino aveva intenzione di fare con le quattro associazioni citate.

E' facile prevedere che la giunta di centrodestra, guidata dal leghista Attilio Fontana, accolga al più presto l'impegno. Il Comune di Milano non riuscirebbe, presumibilmente, a "sanare" i quattro luogi di culto in tempo. "Oggi è urgente dare linee guida sui centri culturali islamici", ha spiegato Altitonante riprendendo in modo esplicito l'intenzione di Palazzo Marino: "Con il nuovo piano per le attrezzature religiose il Pd vorrebbe assegnare quattro spazi agli islamici come sanatoria. Sarebbe questo il piano periferie del Comune? Come Regione Lombardia dobbiamo impedire che questo avvenga".

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L'emendamento è stato approvato con 55 voti favorevoli e 18 contrari: è arrivato il voto favorevole anche dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, ma non del Partito democratico che pure ha votato a favore della mozione leghista sulla sicurezza nei luoghi di culto, che prevede tra l'altro telecamere (esterne), controllo dei testi utilizzati e registro volontario degli imam. 

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