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Nuovi luoghi di culto, Palazzo Marino: "Forse faremo ricorso"

L'ipotesi del vicesindaco De Cesaris in risposta alla legge regionale che "di fatto vieta le nuove Moschee"

Il comune di Milano sta valutando se ricorrere contro la legge regionale sui nuovi luoghi di culto appena approvata dal Pirellone. La legge, che ha generato parecchie polemiche sia da parte del centrosinistra sia da parte delle varie confessioni religiose (anche la Curia arcivescovile), pone molte limitazioni urbanistiche per la costruzione di nuovi luoghi di culto, anche quelli di confessioni che hanno un'intesa con lo Stato proprio per evitare possibili accuse di discriminazione. Quindi anche nuove chiese cattoliche e oratori dovranno essere costruiti sulla base delle norme restrittive regionali.

"Ognuno risponderà dei suoi errori e della violazione dei principi di legittimità e costituzionalità nelle sedi opportune", ha affermato il vicesindaco di Milano, Lucia De Cesaris, annunciando quella che per ora è solo una riflessione da parte di Palazzo Marino, ma che appunto potrebbe trasformarsi in un ricorso.

Secondo De Cesaris, la nuova legge "non mette un freno ma di fatto vieta e impedisce la costruzione di una Moschea. Da assessore all'urbanistica dico che è un segno di ignoranza". E ancora: "Già solo la norma sulla fantomatica valutazione d'impatto ambientale (una delle prescrizioni richieste, n.d.r.) andrebbe commentata sotto il profilo tecnico oltre che giuridico".

La legge di fatto rischia di "affossare" il bando per la costruzione di tre nuovi luoghi di culto non cattolici, di cui molto probabilmente due Moschee, pubblicato durante le vacanze di Natale dal comune di Milano.

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