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La Lega Nord contro la mostra fotografica "trans"

Secondo il Carroccio vengono rappresentate «famiglie» con membri transessuali: «Un insulto alla vera famiglia tradizionale»

Uno degli scatti sotto accusa (foto copyright Valeria Abis)

Anche una mostra fotografica può essere oggetto di polemica politica. Soprattutto in un momento in cui si usa e si abusa della presunta "teoria gender" per la propria propaganda. E nell'occhio del ciclone finisce la mostra fotografica "Il tuo tabù è la mia famiglia", curata da Valeria Abis, che verrà allestita alla biblioteca Crescenzago (via don Orione) a partire dal 4 novembre 2015. «E' possibile osservare immagini di coppie formate da uomo-trans o donna-trans, spacciate come se fossero delle vere e proprie famiglie», polemizza Samuele Piscina, capogruppo leghista in zona 2.

«Il progetto si rivolge alle persone transessuali e transgender - si legge nella presentazione della mostra - e alle loro famiglie, per informare sui temi della transessualità svincolandola possibilmente dalla prostituzione, dove è perennemente confinata». E' promosso, oltre che dalla zona 2, dalla Casa dei Diritti del comune di Milano e da Ala Onlus, che ha creato anche uno "sportello trans".

«La famiglia rimane quella naturale formata da uomo e donna», continua Piscina: «Pur non discriminando i rapporti tra persone Lgb, chiamare famiglia un'unione con persone transessuali è un vero e proprio insulto nei confronti della vera famiglia tradizionale». Per di più, «in un luogo frequentato anche e soprattutto da bambini quale è una biblioteca di quartiere».

Non è l'unico caso che, in zona 2, ha dato fuoco alle polveri. Sempre a ottobre era scoppiata una polemica sullo spettacolo teatrale "Di che famiglia sei?". 

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