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Cambio nome a corso Vittorio Emanuele? "Danno per le aziende"

L'assessore regionale al commercio critica la proposta del suo omologo a Palazzo Marino: "Si crea confusione tra gli addetti ai lavori soprattutto in vista di Expo"

"Solo un danno per le aziende": così l'assessore regionale alle attività produttive Alberto Cavalli commenta la proposta, formulata dal suo omologo a Palazzo Marino Franco D'Alfonso, di cambiare nome a corso Vittorio Emanuele II, tornando all'antica Corsia dei Servi, perché "Milano è la città più repubblicana d'Italia" e perché "su cinque vie importanti, tre sono dedicate a re".

"Tempo perso - commenta Cavalli - incertezza, spese, danno per le aziende e gli addetti, quando manca solo un anno e mezzo a Expo 2015 e dobbiamo promuovere gli eventi, garantirci attenzione e presenze". Dunque inutile e controproducente, per Cavalli, creare confusione sull'intera filiera, "dai visitatori ai tour operator, dalla logistica ai rapporti con i fornitori".

Infine, secondo l'assessore regionale, i nomi dei luoghi "più evocativi di Milano" costituiscono un patrimonio "da salvaguardare e rafforzare".

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