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Dibattito sulle trans

Dibattito sulle trans

Nome di donna per le trans dipendenti comunali sui tesserini

La proposta dei Radicali attraverso una mozione. E' una questione soprattutto pratica, ma la polemica non tarda

Un nome "falso" per le persone transgender, nel tesserino identificativo? L'idea è già stata applicata con successo in alcune università, per evitare inutile imbarazzo allo studente in occasione degli esami: il vero nome è noto soltanto alla segreteria amministrativa dell'ateneo, mentre la persona possiede tesserino e libretto con un nome "consono al genere d'elezione". Ma anche alcune amministrazioni pubbliche, come il comune di Torino, hanno aderito all'idea.

Ora se ne discute anche a Milano, per i dipendenti transgender. E' il senso di una mozione scritta da Yuri Guaiana (consigliere di zona 2 dei Radicali e presidente dell'associazione "Certi Diritti") e presentata sia in zona 2 (discussa martedì sera) sia in consiglio comunale (verrà discussa giovedì). "Si tratta di una novità che va ad incidere sulla qualità della vita delle persone", commenta Marco Cappato, consigliere comunale dei Radicali.  La mozione chiede appunto la possibilità che i dipendenti transgender abbiano sul tesserino identificativo "il nome corrispondente al proprio aspetto", in modo che possano "vivere la propria identità di genere anche sul luogo di lavoro".

A ben vedere, si tratta di un problema pratico che non dovrebbe riguardare il dibattito (molto acceso) tra chi sostiene che in Italia si stia diffondendo una qualche "ideologia omosessualista" e chi, invece, difende i diritti civili di tutti.

Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, ha provato a tenere un basso profilo: "E' una piccola cosa, siamo pronti a parlarne ma evitiamo di farne l'ennesimo scontro politico. Dobbiamo capire soprattutto se non contrasta con la legge vigente", ha dichiarato. Ma un accenno di 'polverone' si è ugualmente scatenato. "La sinistra chiude gli occhi di fronte al degrado crescente in città e sottovaluta, colpevolmente, il bisogno di sicurezza espresso dai milanesi. Ma perde tempo per il tesserino dei trans", ha commentato Silvia Sardone, di Forza Italia in consiglio di zona 2.

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