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"Museo diffuso o museo confuso?", la dura critica contro l'iniziativa di Palazzo Marino

Rifondazione Comunista: "Molti i nomi dimenticati di chi morì per mano fascista o delle forze dell'ordine nel nuovo itinerario della memoria pubblicato sul sito del comune di Milano"

È stato pubblicato on line sul portale del Comune di Milano il nuovo sito del Museo diffuso urbano sulle stragi e il terrorismo ma mancano molti uomini simbolo delle lotte della sinistra in città. "Probabilmente il lavoro non è stato ancora ultimato ma - scrive il Partito della Rifondazione Comunista Federazione di Milano - non comprendiamo appieno alcune scelte. Nella mappa sono incluse via Mancinelli, luogo dell'omicidio di Fausto e Iaio e via Paladini dove venne ucciso Sergio Ramelli. Non sono presenti invece i luoghi dove caddero per mano fascista o delle Forze dell'ordine Claudio Varalli, Giannino Zibecchi, Alberto Brasili, Gaetano Amoroso, Giovanni Ardizzone, Luca Rossi, Saverio Saltarelli, Roberto Franceschi e Davide Cesare. E nemmeno Giuseppe Pinelli". 

"Perché a questi uomini non è dato di essere ricordati? Ci pare - scrivono i membri del partito - una mancanza grave, una pericolosa rimozione proprio nel momento in cui torna in auge la proposta, da noi denunciata nel 2018, di finanziare con i soldi di Regione Lombardia iniziative nelle scuole per ricordare le figure Ramelli stesso ed Enrico Pedenovi. Più che un museo diffuso ci pare un museo confuso", conclude la denuncia. 

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