Politica

Nomine direttori sanità: critiche e plausi dalle posizioni politiche

Dopo l'annuncio delle nomine dei nuovi 45 direttori della sanità lombarda, numerosi sono stati i commenti delle varie posizioni politiche

Numerosi sono i commenti da parte delle varie posizioni politiche, dopo l'annuncio delle nomine dei nuovi manager a capo della sanità in Lombardia. L'annuncio è arrivato ieri sera da Roberto Formigoni e  l'assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani, ha espresso soddisfazione per il rinnovo delle nomine dei 45 direttori generali di Asl e ospedali lombardi "Quella dei nuovi direttori é stata una scelta certamente condivisa - ha detto Bresciani, affiancato dall'assessore alla Famiglia Giulio Boscagli - abbiamo scelto una grande squadra perché abbiamo scelto professionalità estremamente elevate. C'é grande sintonia nel nostro lavoro. Tra le novità delle nomine c'é il fatto che per la prima volta la comunità ci ha aiutato, dandoci indicazioni sui fabbisogni espressi, e questo ci ha portato a introdurre un nuovo metodo che per la prima volta è vera espressione del federalismo sanitario".

Critico appare invece il commento del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Luca Gaffuri, sulla nomina dei 45 direttori dicendo che "Hanno prevalso gli interessi particolari e la spartizione delle poltrone, è andato in scena un teatrino prevedibile e per noi inaccettabile". Mentre sara valmaggi, consigliere regionale del pd parla di  "ennesima occasione persa, avrebbero potuto prevalere la trasparenza e la valorizzazione della qualità professionale nella scelta dei vertici, invece hanno prevalso altre logiche. A nostro avviso il limite d'età, il limite dei due mandati e la valutazione dei cv da parte di alte professionalità doveva essere sancito tramite una specifica norma". Secondo Valmaggi, inoltre, "la condivisione con il territorio si è dimostrata solo tardiva e fittizia".

Altro parere proviene invece dal consigliere Idv, Gabriele Sola "quest'anno non fa eccezione: le lobby lombarde (ciellini, pidiellini laici, ex-aennini, leghisti brescianiani, leghisti di rito giorgettiano) si sono accapigliate fin quasi alla mezzanotte della Vigilia per spartirsi la mega-torta della sanità lombarda". La novità, secondo l'esponente Idv, è che "l'appetito padano appare ormai pari all'ingordigia pidiellina".

Critica anche Chiara Cremonesi (Sel): "La scontata rassicurazione del presidente Formigoni sull'utilizzo di un metodo meritocratico rispetto al quale mai questa Giunta ha voluto in realtà assumersi impegni concreti, non toglie che, ancora una volta, le nomine si siano tradotte in un'evidente spartizione di posti, come peraltro solo pochi giorni fa l'assessore Bresciani aveva addirittura rivendicato".


Il capogruppo del Pdl in Regione Lombardia, Paolo Valentini, parla del centrosinistra come di "un disco rotto" dopo le critiche mosse da Pd, Idv e Sel, commenta dicendo "Leggere le obiezioni di Pd, Idv e Sel alle decisioni della giunta riguardo alle nomine dei direttori generali della sanità - afferma Valentini in una nota - è fare un salto indietro nel tempo. Le loro dichiarazioni sono una riciclatura di quanto avevano dichiarato nel 1997, nel 2001, nel 2004 e nel 2007. Ripetono sempre le stesse cose, come in un disco rotto, senza rendersi conto che nel frattempo, sotto la guida del presidente Formigoni, la sanità lombarda è diventata una delle migliori al mondo".

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