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Continua la polemica sulla nomina di Pezzano, Fiano (Pd): "Formigoni lo sospenda”

Il neodirettore della Asl 1 è stato fotografato in compagnia di due boss della 'Ndrangheta. Già ieri alcuni consiglieri regionali avevano chiesto la revoca della sua nomina

Incalza la polemica sulla nomina di  Pietrogino Pezzano a direttore generale della Azienda sanitaria Milano 1. Dopo le dichiarazioni fatte dal presidente dell'assemblea lombarda Davide Boni, secondo cui la nomina sarebbe "inopportuna" è la volta del responsabile nazionale sicurezza del Pd. Emanuele Fiano, infatti, ha chiesto oggi al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni di sospendergli l'incarico.

Il motivo della richiesta, fatta insieme al responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, e alla capogruppo in commissione Antimafia Laura Garavini è quanto emerso dall'indagine Infinito.

"La riteniamo inopportuna – hanno spiegato - in quanto dalla recente indagine della magistratura 'Infinito', che si è interessata dell'infiltrazione della 'ndrangheta in Lombardia e nel resto del Paese, sono emerse frequentazioni del direttore della Asl con boss della malavita organizzata locale, documentate da fotografie, e il suo nome compare in intercettazioni telefoniche di esponenti della 'ndrangheta".

"Ci uniamo alla richiesta di dimissioni che ieri hanno fatto i consiglieri regionali lombardi del Partito democratico, dell'Udc, dell'Idv e di Sel e ci uniamo alla richiesta dei sindaci di 11 Comuni della provincia di Milano che si sono dimessi dal consiglio di rappresentanza in protesta con questa nomina” hanno aggiunto.

Il 29 gennaio prossimo in tutti i 73 Comuni della Asl Milano 1 si svolgerà una consultazione popolare promossa anche da Sos Racket e Usura per chiedere ai cittadini il parere su questa nomina. Speriamo che Formigoni voglia intervenire ancora prima, sospendendo questo incarico".

Al momento non sembra che Roberto Formigoni abbia queste intenzioni. In mattinata, a margine della prima seduta di giunta del nuovo anno il presidente della Regione Lombardia, alle domande dei giornalisti sul caso Pezzano così si è espresso: "E' un caso che non ha evidenza, nel senso che la decisione è stata assunta all'unanimità dalla giunta e questa è la decisione che conta".

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