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Sanità Lombardia: i nominati della Lega e il "sistema 15%", parte dello stipendio al partito come "dovere morale"

Esplode il caso. Un meccanismo che risale al 2001 e riguarda i nominati del Carroccio. Sportiello (M5s): «Gravità inaudita»

E' già stato chiamato "sistema 15%". I manager "lottizzati", ovvero di nomina pubblica, se in quota Lega devono versare al partito di Matteo Salvini il 15% del loro stipendio. Un meccanismo rodato, che durerebbe da anni, molto diffuso. Che riguarda anzitutto i manager della sanità lombarda, molti dei quali vicini al Carroccio. Ma anche i nominati in tanti enti pubblici di tutta Italia.

Il meccanismo è ovviamente "figlio" del sistema delle nomine pubbliche. Se la legge impone che sia la politica a nominare i manager, e non prescrive precisi dettami di professionalità e merito accompagnati magari da valutazioni terze e super partes, è abbastanza naturale aspettarsi che la politica nomini gli "amici". E che questi in un modo o nell'altro "ringrazino". A stupire è leggere nero su bianco il "do ut des", definito "dovere morale" in una carta del 2001 firmata dall'allora segretario del consiglio federale del partito, Gianfranco Salmoiraghi.

«E' dovere morale di quanti verranno nominati, contribuire economicamente alle attività del movimento con importi che equivalgono mediamente al 15% di quanto introitato», scriveva il funzionario della Lega. Dovere morale, con indicazione della percentuale "media". Secondo il Fatto Quotidiano, che ha scoperto tutto, ne ha parlato ai magistrati l'ex tesoriere leghista Francesco Belsito, finito sotto inchiesta anni fa. Tra i manager della sanità lombarda che avrebbero versato questi "moralmente doverosi" contributi, troviamo Walter Locatelli e Alberto Zoli.

Il primo è ora in Liguria a guidare le Asl della Regione ma è stato direttore generale di Asl Milano. Il secondo è attualmente a capo di Areu, l'Azienda Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia (il 118). Quest'ultimo ha voluto precisare di avere interrotto i contributi nell'ormai lontano 2010, e che se un manager non li versava non gli succedeva nulla. Sarà, ma ancora il Fatto scrive che i manager con "poca memoria" ricevevano una telefonata da via Bellerio per raccomandare il versamento.

«Salvini dovrebbe riferire su quanto sta emergendo in questi giorni dagli ultimi articoli apparsi sulla stampa: un vero e proprio assalto alla sanità, come viene definito, con nomine di manager e dirigenti sanitari in Lombardia, che avrebbero versato al Carroccio, secondo quanto si apprende, il 15 per cento del loro stipendio», commenta Gilda Sportiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Sanità alla Camera dei Deputati. «Noi del Movimento 5 stelle ci battiamo da sempre per slegare la politica dalle nomine. Il quadro che viene fuori dalle prime notizie di stampa, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita. Salvini invece di invocare le dimissioni di questo governo, dovrebbe spiegare molte cose non solo ai cittadini lombardi, ma a tutti noi», conclude la deputata.

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