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Numero verde "anti gender", la Lega ritira la proposta: spaccatura

Non pochi consiglieri di maggioranza non avrebbero votato a favore dell'emendamento al bilancio

Il consiglio regionale

Come procede l'idea della La Lega Nord sull'istituzione del numero verde "anti gender"? Il movimento del Carroccio ha deciso di ritirare l'emendamento. Si tratta di un'iniziativa che sarebbe costata circa 50 mila euro ai lombardi, finalizzata a segnalare le situazioni scolastiche di presunta propaganda della ancor più presunta "teoria del gender". La motivazione ufficiale è che l'assessore alla cultura Cristina Cappellini, anche lei leghista, ha promesso che si tratta di una idea già allo studio della giunta, che probabilmente verrà realizzata a gennaio. Come dire, dell'emendamento non c'è necessità.

Tuttavia la motivazione reale sta nella spaccatura interna alla maggioranza di centrodestra. Non a tutti piaceva questa idea. A partire dal leghista Fabrizio Cecchetti, che per due anni di seguito (da membro dell'ufficio di presidenza) ha dato il via libera al patrocinio al Gay Pride. Anche in Forza Italia e nel gruppo della Lista Maroni i malumori erano evidenti. Così, almeno per ora, non se ne parla più.

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