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Giovedì, 30 Maggio 2024
La questione dei taxi

Milano si prepara a un altro bando per i nuovi taxi

L'obiettivo, come ha spiegato Sala, è portare a quasi mille le nuove licenze. Fiducioso sui ricosi

Quasi mille licenze per nuovi taxi a Milano. Il Comune "raddoppia", nonostante l'opposizione dei tassisti già operanti sul territorio: il sindaco Beppe Sala, durante la sua consueta diretta Instagram del mercoledì, ha annunciato che è sua intenzione bandire una nuova gara dopo quella in via di aggiudicazione per assegnare 450 licenze (sono arrivate 700 candidature). Si arriverà a 971, il massimo consentito dalla legge del 2023 che ha semplificato le procedure per rilasciare le licenze (il 20% del parco circolante, che ora a Milano è fermo a 4.855 taxi).

"Siamo determinati a far sì che entro fine anno ci siano 450 taxi in più e confermiamo la vostra la nostra volontà di arrivare quasi a mille, per la precisione a 971, che sono ammissibili attraverso una seconda gara che avvieremo appena finita la prima: l'abbiamo spezzata in due perché volevamo vedere che cosa sarebbe successo e, considerati anche i ricorsi, ritengo che abbiamo fatto bene", ha detto Sala durante la sua diretta. Le licenze hanno un valore di 96.500 euro (fissato dall'Autorità di regolazione dei trasporti), anche se per chi si impegna a trasportare disabili e/o a esercitare i turni festivi e notturni per 5 anni sono previsti sconti. L'intero ricavato verrà "girato" ai tassisti già operanti, come prevede la legge.

Vecchie norme "pazzesche"

La legge del 2023 semplifica le procedure. In precedenza, infatti, occorreva necessariamente ottenere un'autorizzazione regionale. L'altra differenza sta nella destinazione del ricavato delle nuove licenze. Con la nuova procedura, come detto, l'intero importo si redistribuisce ai tassisti, mentre con la procedura ordinaria, che sarebbe ancora possibile, una quota è trattenuta dal Comune. Sala ha definito "pazzesche" le norme ordinarie: "Nonostante le richieste di Milano del 2020 per 450 taxi, in 4 anni dalla Regione non è arrivata una risposta".

La sentenza del Consiglio di Stato

Sala ha poi rimarcato la frattura coi tassisti ("che fanno un servizio alla comunità non semplice"). Per il sindaco, "le associazioni dei tassisti dicono che il numero delle richieste inevase è limitato e noi diciamo che non è così, da quello che ci dicono le rilevazioni sulla strada". I tassisti hanno presentato due ricorsi al Tar, soprattutto contestando la cifra di 96.500 euro, ma il Tar ha respinto i ricorsi. Il 23 maggio si avrà la sentenza del Consiglio di Stato, sulla quale il sindaco di Milano nutre fiducia.

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