A Milano potrebbero arrivare 4 moschee, ecco dove: polemiche sulla "distanza minima"

Il centrodestra: "Facciamolo decidere alla Regione". Ma c'è il rischio che Palazzo Lombardia prenda (troppo) tempo

Una Moschea (repertorio)

E' arrivato a Palazzo Marino, per la discussione in consiglio comunale, il piano per le attrezzature religiose, ovvero il documento che indica i nuovi luoghi di culto in città, comprese alcune Moschee. Un argomento che terrà banco a lungo in aula e che può far alzare molto la tensione tra le forze politiche.

Che l'atmosfera sia calda lo mostrano i numerosi emendamenti presentati dal centrodestra; che sia anche di difficile gestione, l'impasse di giovedì 10 in aula: i capigruppo, ad un certo punto, si sono riuniti per 50 minuti per decidere se proseguire o rimandare ad un altro giorno, e alla fine sono usciti con l'accordo di rimandare in cambio del ritiro di un emendamento da parte del centrodestra. 

Un "accordo" talmente minimale da far contrariare il presidente del consiglio comunale, Lamberto Bertolè, ma anche Paolo Limonta di Milano Progressista, che lo hanno fatto notare apertamente: "50 minuti per ritirare un emendamento?". In realtà, in tutto quel tempo, i capigruppo delle forze politiche hanno discusso anche di cose più sostanziali. L'accordo finale, probabilmente, prevederà una revisione in corsa del piano, che va allegato al Pgt secondo quanto detta la legge regionale sui luoghi di culto approvata nel (lontano) 2015, che all'epoca aveva stoppato sul nascere il piano di Pisapia sulle Moschee (tra cui svettava quella a Lampugnano).

Fattore tempo

E' presto per dire esattamente cosa sia sul tavolo delle forze politiche milanesi, ma è certo che il tema Moschee divide. Non tanto i luoghi di culto in genere. Giovedì in aula si è a lungo dibattuto sulla distanza minima rispetto ad altri "luoghi sensibili": il Comune, nel piano di attrezzature religiose, vorrebbe inserire un minimo di 100 metri, opzione contestata da Massimiliano Bastoni (Lega) e Matteo Forte (ciellino di Milano Popolare), che da una parte la ritengono risibile, dall'altra vorrebbero che fosse la Regione stessa, autrice della legge sui luoghi di culto, a indicarla.

E' facile prevedere che la Regione, se fosse sollecitata su questo punto, anzitutto prenderebbe tempo, con il rischio che il piano per le attrezzature religiose non rispetti i tempi del Pgt e debba quindi essere rimandato sine die. Il fattore tempo è forse ciò su cui gioca il centrodestra per non avere Moschee a Milano. La Regione, saldamente in mano a Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, lo ha già fatto su un altro punto della normativa: nel 2017, a oltre due anni dall'entrata in vigore della legge, ha emanato una circolare restrittiva per la quale anche le associazioni e i circoli con "finalità da ricondurre alla religione" sono da considerarsi luoghi di culto. E quindi devono soggiacere alle stesse, strettissime norme.

Il piano di Sala: dove potrebbero essere le moschee

In seguito alle richieste delle associazioni e realtà religiose milanesi, la giunta ha identificato 9 immobili specifici a cui se ne aggiungono 6 da individuare all'interno di specifici quartieri di nuovo sviluppo e altri 3 da mettere a bando.

Quanto agli immobili specifici, tre andranno ai cristiano-evangelici: via Magreglio (Chiesa Cristiana Evangelica Assemblea di Dio Alleanza e Vita), via Bacchiglione (Chiesa Cristiana Evangelica Punto Lode di Milano) e via Carriera Rosalba (Chiesa Cristiana Evangelica 'Internazionale "Ministero Sabaoth). Altri due verranno destinati ai cristiani copto-ortodossi (via Gaggia e via Lago di Nemi). Quattro, infine, alle comunità islamiche: via Padova/Cascina Gobba (Associazione Al-Waqf Al-Islami in Italia), via Maderna (Comunità Culturale Islamica Milli Gorus), Via Gonin (Associazione Culturale no profit Der El Hadith) e Via Quaranta (Comunità Islamica Fajr).

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Quanto ai sei immobili da individuare, sono stati richiesti dalla Chiesa Cattolica e riguardano Montecity Rogoredo, scalo Romana, scalo Farini, Fiera Milano City, Cascina Merlata ed Expo. Infine, le tre aree da mettere a bando saranno via Esterle, via Novara e via Marignano.

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