Più aree verdi, piazze e servizi: Milano sogna in grande e immagina a come sarà nel 2030

Il comune di Milano sta pensando al nuovo piano di governo del territorio

Un rendering dello scalo ferroviario recuperato

Rigenerare le aree periferiche, le piazze e i nodi di interscambio della città, oltre a case in affitto a prezzi più ragionevoli e con più verde attorno. È la Milano del 2030 immaginata dalla giunta del primo cittadino Giuseppe Sala che sta lavorando al nuovo piano di governo del territorio della città. Un documento che nei prossimi anni stravolgerà il volto della città. 

Le linee guida del documento sono state presentate nella giornata di sabato 19 maggio alla Triennale di Milano. "Desideriamo che Milano diventi davvero la città voluta prima di tutto dai suoi cittadini e che da questa alleanza, senza sottrarci alla responsabilità delle decisioni che dovremo prendere, sia la carta decisiva per vincere la partita dei numerosi progetti, a partire da quelli per la riqualificazione delle periferie, che sono inseriti nel Piano di Governo del Territorio — ha dichiarato il sindaco Beppe Sala —. Ci saranno interventi su grandi superfici come gli ex Scali Ferroviari o su piccole aree che devono essere restituite ai cittadini, liberate dal degrado e con nuove funzioni". Quello della triennale è solo il primo di una serie di incontri pubblici sul Pgt: "In questi primi tre incontri disegneremo insieme la nostra città innanzitutto facendo sapere ai milanesi, nel dettaglio e con trasparenza, cosa abbiamo intenzione di fare. Il 2030 sembra un traguardo lontano, ma in realtà è proprio ora e così, attraverso il PGT, che iniziamo a vederlo".

Riqualificazione delle periferie, ma anche dei capolinea delle metropolitane e delle stazioni ferroviarie. Nei 12 nodi di interscambio individuati — Comasina, Bovisa, Stephenson, Cascina Gobba, Centrale, Garibaldi, San Donato, Rogoredo, Famagosta, Bisceglie, Lampugnano, Molino Dorino — il comune interverrà realizzando nuovi servizi che li trasformeranno in veri e propri punti di accesso alla città.

E proprio in queste zone ci sarà anche una "rivoluzione" residenziale: l'indice di edificabilità potrà essere maggiore di quello massimo consentito (1 mq/1mq); ma a una condizione: il costruttore deve contribuire a rigenerare lo spazio pubblico, con edifici di edilizia residenziale sociale in affitto.

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