San Siro, Milan e Inter ai consiglieri comunali: «Non si può ristrutturare, ecco i nostri progetti»

Ma in Municipio 7 si dà battaglia: presentato un vecchio progetto di ristrutturazione di San Siro del 2016. Bestetti: «Vogliamo riportarlo sul tavolo. Su San Siro decidano i cittadini»

San Siro oggi

La battaglia sullo stadio è stata a distanza, mercoledì. Mentre i dirigenti di Milan e Inter, a Palazzo Marino, illustravano a una inedita composizione di consiglieri comunali (i capigruppo, l'ufficio di presidenza e tre presidenti di commissione) i due progetti rimasti in lizza e gli obiettivi del nuovo impianto, escludendo con forza la possibilità di una ristrutturazione, nella sede del Municipio 7 (nel cui territorio c'è anche San Siro) il presidente Marco Bestetti presentava alla cittadinanza, a porte aperte, un progetto del 2016 (ormai non più attuale) per la ristrutturazione del Meazza, con lo scopo di dimostrare che si può evitare di abbattere e ricostruire.

Visto che la riunione dei consiglieri era a porte chiuse, ed essendo una "capigruppo allargata" non poteva che essere così, Bestetti ha avuto gioco facile a declamare più volte la trasparenza nei confronti dei cittadini. Per conoscere i progetti (di Populous e Manica-Cmr) a cui le società lavorano per il nuovo stadio, occorrerà aspettare ancora: si parla del 24 settembre come data in cui verranno presentati alla cittadinanza. Le indiscrezioni trapelate valgono quel che valgono, ma dicono che la "sagoma" potrebbe "citare" il Duomo. Impossibile, senza i disegni in mano, raccontare di più. E poi la "sagoma", la forma, è solo una parte della questione. 

Come sarà il nuovo stadio di San Siro

Entrambi i progetti mostrati ai consiglieri comunali prevedono strutture di 30 metri d'altezza con un numero di posti a sedere tra 55 mila e 60 mila, con circa 15 mila posti "premium". Uno rettangolare, l'altro ovale. E due o tre grattacieli per sviluppare in verticale volumetrie per hotel, uffici, centro commerciale. Uno dei due progetti, in modo particolarmente suggestivo, prevede anche un campo da calcio "libero" esattamente dove ora sorge il Meazza.

I club hanno fornito ai consiglieri un dossier di sintesi con una serie di dati. Il costo del nuovo impianto, secondo i loro calcoli, ammonterebbe a 650 milioni di euro, contro i 510 milioni di una eventuale (totale) ristrutturazione. Milan e Inter hanno anche ricordato che campioni del calcio come Maldini e Zanetti, che a San Siro sono stati praticamente di casa per decenni, si sono dichiarati favorevoli alla demolizione e ricostruzione.

Il presidente del consiglio comunale Lamberto Bertolé ha spiegato che potrebbe chiedere una integrazione se, nel dossier, non fosse illustrata la «tenuta economica dell'operazione», in particolare riguardo alla «tenuta delle tariffe» e alla «accessibilità economica per i cittadini al nuovo stadio». 

Tradotto, la preoccupazione che serpeggia tra i banchi di Palazzo Marino è quella che le tariffe dei biglietti si alzino parecchio. Già oggi, per determinate partite "di cartello", si spendono anche centinaia di euro. Per il derby del 21 settembre, per esempio, con il Milan in casa, il posto più economico (terzo anello verde) costa circa 70 euro, mentre un posto al primo anello blu (dietro la porta, sotto la curva Sud) costa 161 euro. Qualche anno fa si poteva acqusitare a 50-60 euro. E' quindi in atto un trend di prezzi lievitati che si rafforzerà con uno stadio nuovo (e costi da recuperare) e meno posti a sedere, ma più posti premium. Naturale che i consiglieri comunali chiedano, almeno, un impegno a pensare al costo dei biglietti. 

Nuovo stadio, Sala: «Garanzie per evitare il caro biglietti»

Milan e Inter, ai consiglieri, hanno ribadito di non essere interessati alla ristrutturazione dell'attuale Meazza. E hanno spiegato perché: primo, la forma cambierebbe in ogni caso. Secondo, i posti a sedere finirebbero con l'essere ancora di meno rispetto a quelli di un nuovo impianto. Terzo, vi sarebbe una sospensione del gioco per almeno quattro stagioni. Ed è questo il punto più scottante. Significherebbe, detto così, costringere i club a giocare molto a lungo altrove. Affrontando un inevitabile e drastico calo di spettatori e di introiti.

«Ma San Siro può essere salvato»

Molti milanesi e anche diversi politici non ci stanno: la "mozione degli affetti" per lo stadio non è irrilevante in città. L'impianto, al di là degli spettatori per partite e concerti, è visitato ogni anno da 200 mila persone e, a livello mondiale, oscilla (a seconda dei sondaggi) tra il terzo e quinto posto per notorietà.

Le opposizioni in consiglio comunale non nascondono di preferire comunque la ristrutturazione, così come anche il sindaco Beppe Sala che ha anche provato a giocare la carta della cessione dell'impianto ai club (per 70 milioni) a patto che ristrutturino. «Rimaniamo fermamente contrari alla demolizione dello Stadio di San Siro, in quanto icona e monumento della città di Milano», ha spiegato il leghista Gabriele Abbiati.

«Continuiamo a pensare che sia meglio ristrutturare San Siro attingendo al genio italiano delle soluzioni architettoniche. Sarebbe come oggi un 'unicum' e non uno dei tanti stadi moderni che tanto si assomigliano», ha aggiunto Fabrizio De Pasquale di Forza Italia. A difesa di San Siro anche esponenti di maggioranza: «I miei criteri sono ascoltare i cittadini,  rispettare i simboli della città, evitare opere che abbiano un eccessivo impatto ambientale e in generale rifiutare le opere inutili. L’ipotesi di costruire un nuovo stadio, al posto di San Siro, pare contrastare con tutto quanto sopra, in quanto si tratterebbe di sostituire uno dei massimi simboli sportivi, culturali e storici di Milano e di farlo nonostante il “Meazza” sia uno stadio sicurissimo e architettonicamente ancora all’avanguardia», ha spiegato Alessandro Giungi del Pd.

E, come si diceva, a Baggio, nella sede del Municipio 7, il presidente Bestetti ha convocato una commissione aperta per presentare un vecchio progetto di ristrutturazione dello stadio, che risale al 2016, quando il Milan sembrava instradato sul nuovo impianto di proprietà al Portello. Il progetto era infatti stato commissionato dall'Inter allo studio di architettura Don't Stop, e in Cascina Monastero (sede del Municipio) c'era l'architetto Marco Brega a illustrarlo.

Ecco come l'Inter avrebbe ristrutturato San Siro nel 2016

Brega ha fatto notare che lo stadio attuale è in realtà «tre stadi in uno, senza collegamenti diretti tra i vari anelli». Scorrendo il progetto di Don't Stop ci si accorge che gli obettivi di una ristrutturazione sono gli stessi di una ricostruzione. Ad esempio, meno posti a sedere (non più di 60 mila) ma più posti premium (almeno il 10%). E un aumento considerevole del comfort generale e dei servizi per gli spettatori di tutti i settori. «Oggi - ha spiegato Brega - soltanto il primo anello ha servizi adeguati». 

san siro ristrutturazione proposta 2016-2

Il progetto prevedeva di eliminare la copertura in plexiglass, che ormai ha perso in parte la capacità di filtrare la luce nel modo corretto, e smontare il terzo anello con i sei piloni che lo sorreggono; e poi sostituire il settore rosso del primo anello, demolendolo e costruendo un edificio "incastrato" nello stadio per aumentare i servizi. Infine, installare una nuova copertura e un luogo panoramico sopra il secondo anello in cui ospitare, ad esempio, un ristorante. Alla fine sarebbero risultati circa 58 mila posti a sedere di cui più di 8 mila premium. 

Il risultato sarebbe stato uno stadio più basso (senza il terzo anello) con quattro piloni che sorreggono le travi rosse (che, vista la committenza Inter, sarebbero state ridipinte di blu). Quanto alla fattibilità, Brega ha spiegato che erano stati indicati tre possibili scenari. Il primo: lavori per due stagioni consentendo di giocare a capienza ridotta di circa 40 mila posti a sedere. Il secondo: lavori per una sola stagione, con le squadre costrette a "emigrare" in altre città. Il terzo: lavori per una sola stagione e stadio temporaneo nell'area ex Trotto (come è stato fatto a Cagliari in attesa di costruire la Sardegna Arena). 

La risttrutturazione globalmente sarebbe costata circa 200 milioni di euro escludendo l'area ex Trotto per la quale lo studio Don't Stop aveva elaborato un progetto "a parte": un grande parco tematico dedicato al gioco del calcio, aperto alla cittadinanza. Sul punto, le due società oggi dichiarano che una ristrutturazione costerebbe molto di più, almeno 500 milioni. Probabilmente il progetto di Don't Stop viene quindi considerato troppo "minimale" rispetto agli obiettivi generali che si pongono i club.

«Facciamo un esercizio di stile - ha replicato Lorenzo Zacchetti, consigliere municipale del Pd, dopo l'illustrazione di Brega - visto che questo progetto non è sul tavolo e non lo è nemmeno l'idea generale di ristrutturare San Siro, cosa che Milan e Inter continuano ad escludere. Mi pare poi che un intervento che costa tre volte i 70 milioni valutati per il valore dello stadio sia un dispendio eccessivo rispetto al beneficio che se ne trarrebbe. Anche io preferirei che San Siro restasse, ma questo progetto non è più attuale».

«Abbiamo informazioni con il contagocce e replichiamo con una operazione di trasparenza verso i cittadini - ha affermato Marco Bestetti, di Forza Italia, presidente del Municpio 7 - cominciando con l'illustrare un progetto di ristrutturazione che era stato effettivamente pensato e presentato, per dimostrare che non è vero quello che dicono le società, cioè che la ristrutturazione costa troppo, impiegherebbe troppo tempo e non sarebbe conveniente. Noi diciamo il contrario e lo mostriamo. La prossima volta mostreremo i due progetti in lizza per il nuovo stadio, anzi cercheremo di portare ai cittadini tutti e quattro i progetti, perché San Siro è la casa dei milanesi e i due club non possono decidere da soli. Anche per questo andremo avanti con la richiesta di un referendum cittadino su San Siro».

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