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Lunedì, 16 Maggio 2022
Politica Duomo / Piazza della Scala

Paragone resta fuori da Palazzo Marino: gli mancano oltre mille voti

Al leader di Italexit mancano 1.541 voti (non 43) per raggiungere il 3%, soglia minima per entrare in consiglio nei comuni con più di 15mila abitanti

Ora è praticamente ufficiale: Gianluigi Paragone non diventerà consigliere comunale di Milano. L'ex senatore del M5s, ed ex candidato sindaco a Milano, aveva chiesto il riconteggio delle schede perché - a suo dire - sarebbe rimasto fuori dal parlamentino milanese per una manciata di voti. Ma l'ex senatore a del M5s - secondo un documento inviato dalla prefettura al Tar - avrebbe raccolto ancora meno preferenze di quelle messe a verbale. Nel dettaglio: per arrivare al 3% (il minimo per entrare in consiglio nei comuni con più di 15mila abitanti) gli mancherebbero 1.541 voti e non 43.

Corso Monforte ha comunicato al collegio del Tar chiamato a pronunciarsi sulla questione che "il numero riportato a pag. 97 del verbale delle operazioni elettorali dell’Ufficio elettorale centrale è frutto di errore materiale in quanto, dall’esame dello stesso verbale, si evince che, in realtà, il totale dei voti validi conseguiti dalle liste 'Milano Paragone Sindaco' e 'Grande Nord' non è pari a 14.376 ma a 12.878. Di conseguenza, l’estromissione delle suindicate liste è avvenuta per uno scarto di 1.541 voti validamente espressi e non per soli 43".

Non è tutto. Paragone aveva scritto nel ricorso che in caso avesse raggiunto il 3% sarebbe saltato o scranno di Annarosa Racca (Lega), la prefettura, invece, ha fatto notare che nel caso in cui il leader di Italexit raggiungesse il 3% (e non è questo il caso) lo scranno che salterebbe sarebbe quello del consigliere di Milano in Salute, quindi quello di Marco Fumagalli.

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