Corruzione: il Comune di Milano si costituisce parte civile contro Tatarella e Altitonante

La decisione della giunta, che al momento ha rimandato sanzioni disciplinari a due dipendenti

Tatarella

Il Comune di Milano si costituirà parte civile al processo contro Pietro Tatarella e Fabio Altitonante, i due politici accusati di corruzione che rispondono di vari reati nell'ambito dell'inchiesta denominata Mensa dei poveri. Il primo, ex consigliere comunale, è accusato soprattutto per i suoi rapporti con l'imprenditore della Ecol Service Daniele D'Alfonso, che secondo l'accusa avrebbe aiutato su alcuni appalti, con l'aggravante del coinvolgimento della cosca Molluso.

Non così invece nei confronti di due dipendenti comunali, l'ex dirigente dell'Urbanistica Franco Zinna e la sua collaboratrice Maria Rosaria Coccia: per loro, la giunta di Palazzo Marino ha ritenuto che non sussistano elementi così gravi da costituirsi parte civile: tanto è vero che non erano state nemmeno comminate sanzioni disciplinari, almeno al momento. Per queste, il Comune di Milano si riserverà di deciderle in caso di condanna dei due dipendenti.

Le accuse

La maxi inchiesta, da maggio 2019, aveva coinvolto oltre 40 persone, tra cui, oltre a Tatarella, Altitonante e D'Alfonso, anche il capo di fatto di Forza Italia a Varese, Nino Caianiello, e l'allora eurodeputata europea Lara Comi. Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di plurimi delitti di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abusi d’ufficio. In totale l'inchiesta ha coinvolto 95 persone indagate. 

All'inizio di novembre, Tatarella (in quel momento ai domiciliari) è tornato libero.

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