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La decisione

Pride Milano, la Regione Lombardia dice no al patrocinio

Decisione scontata, ma in passato per tre anni la Regione a trazione leghista lo aveva concesso

Ancora una volta nessun patrocinio al Milano Pride da parte di Regione Lombardia. Il no è stato assunto, come per ogni richiesta del genere, da parte dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, composto da cinque consiglieri: il presidente Federico Romani (Fratelli d'Italia), Giacomo Cosentino (Lombardia Ideale) e Alessandra Cappellari (Lega) per la maggioranza, e poi Emilio Delbono (Pd) e Iacopo Scandella (Pd) per le opposizioni. Scontato dunque l'esito, potendo il centrodestra contare su 3 voti su 5.

"Condividiamo ovviamente la necessità di contrastare ogni forma di discriminazione", scrivono in una nota Cosentino e Cappellari per motivare il loro voto negativo, "ma riteniamo che non ci siano le condizioni per supportare e patrocinare, come consiglio regionale della Lombardia, una manifestazione che si è dimostrata spesso divisiva, provocatoria e discriminante verso il nucleo generatore della vita umana, formato da una donna e da un uomo".

I precedenti

Nel 2024 la parata del Milano Pride si terrà il 29 giugno, con partenza da piazza Repubblica e arrivo all'Arco della Pace. Il patrocinio regionale al Pride era stato negato anche negli anni più recenti, talvolta con polemiche con il Comune di Milano, guidato dal centrosinistra. In passato, tuttavia, per ben tre anni consecutivi, la Regione Lombardia aveva concesso il patrocinio al Pride. Era accaduto nel 2014, nel 2015 e nel 2016, sempre grazie al voto favorevole del leghista Fabrizio Cecchetti, all'epoca vice presidente del consiglio regionale (e ora deputato). Lo stesso Cecchetti, però, nel 2017 si era astenuto, consentendo di fatto la bocciatura della richiesta di patrocinio.

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