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Illegittimità urbanistiche segnalate dal Pd: 39 casi costati al Comune 16 milioni di euro

Le irregolarità urbanistiche sono denunciate dal consigliere comunale del Partito Democratico Aldo Ugliano nel "Libro nero dell'urbanistica" presentato ieri a Palazzo Marino. Il Pd chiede chiarimenti

L'Hotel Bulgari di via fratelli Gabba, in zona Montenapoleone, sorge sul convento delle suore della Congregazione di Nostra Signora del Cenacolo trasformato in albergo a 5 stelle ma la destinazione dello stabile non è mai stata quella di 'Residenza turistico
alberghiera" e l'ammanco erariale per il Comune sarebbe di un milione di euro. E' quanto si legge nel dossier del Pd, un "libro nero dell'urbanistica" presentato ieri dal gruppo consiliare a Palazzo Marino.

Sono 39 gli interventi edilizi "illegittimi" sul territorio del Comune contenuti nel "faldone" che il capogruppo Pierfrancesco Majorino, assieme al consigliere Aldo Ugliano, ha illustrato alla stampa, lavori che hanno comportato per l'amministrazione circa 16 milioni di euro di mancati introiti da oneri urbanistici. Oltre al convento a trasformarsi in hotel sono state 11 aree industriali, 26, invece, i capannoni industriali trasformati in appartamenti e nell'elenco c'è anche una clinica privata diventata stabile residenziale. Nessuno di questi interventi è stato accompagnato dalle opportune varianti di destinazione d'uso, nel dossier tra le mani di Majorino ci sono tutti gli atti del Comune, le interrogazioni e le relative risposte degli uffici, oltre a reportage fotografici a documentare gli interventi etichettati come "illegittimi" oggi dall'opposizione.

Sulla struttura di via Gabba 7/b il Pd ha presentato un'interrogazione per chiedere chiarimenti: "Vogliamo sapere se l'albergo è stato fatto regolarmente e se è vero che il Comune ha perso introiti", dice Majorino. Oggetto di altre interrogazioni presentate sempre dall'opposizione sono le aree industriali, nella lista di queste "trasformazioni illegittime" si trovano edifici in viale Isonzo 14, via Columella 36, via Varesina 124, via Venezia Giulia 8, via Stamira D'Ancona 27, via Gallarate 230, via Oropa 4, via Cecchi 18, via Cortina D'Ampezzo 21, via della Giustizia 11 e via Pellegrini 9.

Tra gli edifici trasformati invece in loft o ad uso residenziale si trova quello di via Ajraghi 30, che non è la prima volta ad essere contestato e segnalato: chiesto da Gabriele Moratti l'intervento era già stato oggetto di richieste di chiarimenti da parte del Pd. Oltre a questo caso particolarmente combattuto, la lista delle illegittimità prosegue con altri 25 casi ""definiti tutti industriali e segnalati dai cittadini stessi - hanno spiegato Ugliano e Majorino - Molti, infatti, hanno acquistato i cosiddetti loft e si sono poi ritrovati con gravi problemi da gestire partendo dal rogito notarile, dall'accatastamento e dall'abitabilità".

Con che conseguenze? "Nell'aggirare le lunghe procedure dei piani attuativi in variante si è usato l'indice di edificabilità delle aree industriali superiore del 20% rispetto alla residenza - ha spiegato Ugliano - Così non sono stati acquisiti i pareri da Asl, Arpa e Consiglio di Zona, non sono stati versati per intero gli oneri di urbanizzazione, con il mancato versamento del costo di costruzione che incide per il 50% del totale, non si sono cedute le aree a standard dovute e, cosa più grave, non si è proceduto a effettuare le opere di bonifica del suolo". Questi ed altri "mancati versamenti", sempre secondo il Pd, comporterebbero un ammanco erariale di 16 milioni di euro.

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