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Pediatra ai bambini stranieri irregolari, il sì definitivo della Regione Lombardia

Il provvedimento è passato in sordina, mentre all'avvio nel 2014 si erano scatenate le polemiche

Che faccia notizia è strano, ma così è. La Regione Lombardia ha stabilizzato il provvedimento per riconoscere il diritto al pediatra per i bambini stranieri non regolari in Italia. Un diritto previsto dalla normativa nazionale e già adottato in Regine dal 2014. Ma mentre all'epoca la cosa venne accompagnata da infinite polemiche, stavolta la stabilizzazione è stata effettuata senza alcun clamore, tanto che il provvedimento risale al 17 dicembre ma "salta fuori" solo ora, grazie a Simona Ravizza sul Corriere.

Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e presidente della commissione sanità, conferma la conclusione della sperimentazione e, dal 1 gennaio 2019, tutti i bambini stranieri irregolari sono definitivamente iscritti al servizio sanitario regionale. Non viene però loro assegnato un pediatra specifico: assegnazione ora invocata ora dal centrosinistra, che con Paola Bocci del Pd ricorda che il pediatra è una importantissima figura di riferimento per la salute dei bambini e dei ragazzi.

Ma un passo alla volta. E' sicuramente già un ottimo risultato che si sia arrivati a riconoscere che il diritto alla salute per i bambini irregolari è più importante del loro status giuridico. In passato, quando non era stata avviata nemmeno la sperimentazione, la Lega (allora Lega Nord) replicava che quei bambini avevano già il pronto soccorso a loro disposizione (come se fosse la stessa cosa).

L'assistenza sanitaria garantita ai minori irregolari proviene da un accordo tra lo Stato e le Regioni che risale al mese di dicembre del 2012. Ed è di un anno dopo il provvedimento con cui la giunta di Roberto Maroni ha "rispettato" l'accordo, seppure inizialmente in via sperimentale e ora, col successore Attilio Fontana, in via definitiva.

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