La leghista: «Uno che si chiama Mammì cosa ne sa della montagna?». Bufera in Regione

L'attacco della valtellinese Pedrazzi (Lega) a Mammì (5 Stelle) su un ordine del giorno sull'ospedale di Sondalo. Il video

Repertorio

«Sconcertata che un consigliere come può essere ad esempio il consigliere Mammì, Consolato mi pare si chiami, possa capire quelli che sono i problemi della montagna, e soprattutto mi chiedo come possa conoscere realmente la montagna, se l'abbia mai vista in cartolina, magari pure rovesciata». Queste parole, testuali, sono state pronunciate nell'aula del consiglio regionale lombardo dall'esponente valtellinese della Lega Simona Pedrazzi all'indirizzo del collega del Movimento 5 Stelle che di cognome fa Mammì (e di nome Consolato Gregorio), e hanno scatenato il putiferio. 

Oggetto del contendere era un ordine del giorno presentato, appunto, da Mammì sull'ospedale di Sondalo, in provincia di Sondrio. E Mammì, in aula, nella sua replica, ha evitato di raccogliere la polemica, spiegando semplicemente che in qualità di consigliere regionale è entrato nel merito di un problema talmente sentito (il potenziamento dell'ospedale di Sondalo) da essere già stato oggetto di una mozione dell'opposzione, approvata anche dalla maggioranza.

Sul tema è poi intervenuto anche Michele Usuelli di +Europa (che aveva presentato la mozione approvata su Sondalo): «E' la seconda volta che la consigliera Pedrazzi accusa di entrare in territorio altrui. Questo non è accettabile. Noi siamo consiglieri regionali della Lombardia, e non siamo qui a difendere il confine dove uno è stato votato. Io non ho bisogno del passaporto per entrare in Valtellina. Lei rappresenta quel territorio tanto quanto me, e non è "casa sua"».

Gregorio Mammì, per la cronaca, è nato a Reggio Calabria, ovvero a pochi chilometri dalla montagna (Aspromonte), ma ha sempre vissuto a Pieve Emanuele (dov'è stato consigliere comunale) e ad Opera, quindi nell'hinterland di Milano: probabile che nella sua vita, da buon milanese (seppure acquisito), abbia frequentato le montagne orobiche, valtellinesi o ossolane, tipiche delle vacanze dei milanesi. Ma questo non sarebbe certo un discrimine per occuparsi di montagna una volta eletti in consiglio regionale.

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