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Penati, Majorino attacca: "Rinunci alla prescrizione"

E' palesemente diviso il Pd milanese, nonostante le rassicurazioni di Mirabelli. L'assessore milanese al welfare attacca l'ex sindaco di Sesto, altri lo difendono

Le diverse sensibilità presenti nel Pd milanese e lombardo si mettono in luce nuovamente sulla vicenda di Filippo Penati, che questa mattina si è autosospeso dal partito e dal gruppo in consiglio regionale per potersi difendere più liberamente dalle pesantissime accuse che gli sono state mosse.

Proprio di questa mattina è la notizia del rigetto, da parte del gip di Monza, della richiesta d'arresto cautelare per lui e l'ex braccio destro Vimercati.

Un rigetto, quello del gip di Monza, che però non è affatto un'assoluzione. Secondo il gip, infatti, sono evidenti le prove di colpevolezza, ma il reato è da considerarsi corruzione e quindi episodi lontani nel tempo (2001-2002) sono ormai prescritti: di qui la mancanza dell'esigenza del carcere.

Contro questa interpretazione i pm hanno già depositato il ricorso. Franco Mirabelli, collega di Penati al Pirellone, sostiene che il Pd non è affatto diviso e che la scelta dell'ex sindaco di Sesto è "responsabile e rispettosa".

Mirabelli prosegue affermando che sbaglia "chi dipinge un Pd diviso tra colpevolisti e innocentisti". Sarà anche uno sbaglio, ma certe diversità, magari piuttosto sottili, alla lunga emergono.

Il consigliere comunale del Psi, ma eletto nella lista del Pd, Roberto Biscardini, per esempio, afferma oggi che "la richiesta di arresti ha la sola logica della spettacolarizzazione, e fino a prova contraria c'è la presunzione d'innocenza visto che non siamo ancora al primo grado di giudizio".

Non è proprio identico il giudizio di Pierfrancesco Majorino, esponente dell'ala sinistra del partito e assessore a Palazzo Marino. Majorino aveva già chiesto fin da subito che Penati si dimettesse dal consiglio regionale. Ora, con l'autosospensione dal partito, riconosce che questo non è più un problema del Pd, ma sottolinea che "purtroppo in queste settimane il quadro a suo carico si è aggravato e appesantito, ora c'è una pratica più consolidata".

E conclude che Penati dovrebbe rinunciare alla prescrizione per non sembrare "al di sopra delle parti".

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