Penati, chiesti 4 anni di reclusione: "Fiumi di denaro per le sue esigenze elettorali"

Si parla di un "fiume di denaro" per soddisfare le "esigenze elettorali" sue e quelle dei Ds milanesi" con un presunto giro di mazzette e finanziamenti illeciti per "milioni di euro"

Penati

4 anni di reclusione. E' questa la richiesta del pm di Monza Franca Macchia sul "sistema Sesto" che ha coinvolto l'ex presidente della provincia milanese Filippo Penati

Si parla di un "fiume di denaro" per soddisfare le "esigenze elettorali" sue e quelle dei Ds milanesi" con un presunto giro di mazzette e finanziamenti illeciti per "milioni di euro" che sarebbero stati incassati in parte dall'ex numero uno di Palazzo Isimbardi.

L'accusa piu' pesante dell'inchiesta che nell'estate 2011 travolse Penati, che fu anche capo della segreteria politica di Pier Luigi Bersani, ossia quella di concussione per le presunte 'stecche' sulle concessioni edilizie per le aree ex Falck e Marelli di Sesto San Giovanni, e' stata dichiarata prescritta piu' di due anni fa, alle prime battute del processo. Penati, anche ex sindaco di Sesto, aveva dichiarato che avrebbe rinunciato alla 'tagliola' (legge Severino e prescrizione), ma poi quando avrebbe dovuto formalizzare la rinuncia in aula non si e' presentato davanti ai giudici che hanno dichiarato prescritto il reato.

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La difesa ha fatto ricorso in Cassazione contro la prescrizione, ma la Suprema Corte ha bocciato l'istanza. E cosi' lunedì il pm, al termine della requisitoria in un'aula senza climatizzatori, ha chiesto 4 anni per le due imputazioni rimaste: la corruzione per i capitoli 'Codelfa-Serravalle' e 'Sitam' (3 anni) e il finanziamento illecito ai partiti per il caso della fondazione 'Fare Metropoli' (1 anno). "Sono stupito e amareggiato perche' la richiesta della procura e' preconfezionata oltre che esagerata", ha spiegato Penati, aggiungendo che non si sarebbe "mai aspettato tanta ostinazione" e facendo presente che dalle indagini e dal dibattimento "non e' emersa alcuna prova a mio carico". 

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