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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Fotografato col boss, Pezzano (Ausl 1) rassegna le dimissioni

"Non sono mai stato oggetto di alcun procedimento penale, ma lascio per evitare altri attacchi a questa istituzione". Così Pietrogino Pezzano, direttore Ausl 1 di Milano, dà le dimissioni. La lettera scritta a Formigoni

Pietrogino Pezzano ha rassegnato le dimissioni dalla direzione generale dell'Asl Milano 1, con una lettera al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Pezzano, nell'estate del 2009, era stato fotografato in compagnia di alcuni esponenti malavitosi (nella foto a sinistra).

"MAI STATO OGGETTO DI INDAGINE" - Martedì 12 aprile era stato oggetto di una mozione di sfiducia firmata dall'opposizione in Regione. Ecco il testo della lettera di dimissioni: "Nel rappresentare all'ill.ma S.V. ed all'intera Giunta regionale il mio personale ringraziamento per la fiducia e la stima accordatami in questi anni, nel ribadire il mio rispetto verso le istituzioni che ho avuto l'onore di servire e ricordando che non sono mai stato soggetto di alcun procedimento penale nell'ambito delle indagini oggetto dell'attenzione mediatica, così come pubblicamente affermato dal Ministero dell'Interno in sede parlamentare, presento all'ill.ma S.V. le mie dimissioni con effetto immediato dall'incarico di direttore generale dell'Asl Milano 1, chiedendo di accoglierle". T

FORMIGONI "DERIVA GIUSTIZIALISTA" - "Tale sofferta decisione maturata dalla consapevolezza che questo gesto potrebbe porre fine ai continui attacchi rivolti a codeste istituzioni attraverso la mia persona ed il ruolo che - continua Pezzano -, all'interno del Servizio sanitario regionale, mi è stato attribuito". Il presidente Formigoni ha ringraziato Pezzano per il lavoro svolto in questi anni e per la sensibilità istituzionale dimostrata rassegnando spontaneamente le dimissioni. E ha commentato: "La mozione delle opposizioni in Consiglio regionale approvata ieri è, al contrario, il segno di una deriva giustizialista per cui, anche in assenza di qualunque avvio di procedimento dell'autorità giudiziaria, una persona che non ha neppure ricevuto un avviso di garanzia viene condannata con rito sommario davanti alla pubblica opinione. Le opposizioni che amano definirsi moderate o riformiste avrebbero materia per riflettere".

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