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Lombardia, la maggioranza ripensa alla riforma della sanità: ritirato il piano di novembre

Il piano socio-sanitario era stato approvato a novembre 2019 dalla giunta. Ora la commissione sanità (a guida leghista) lo "stoppa"

Rimandato, per ora, il piano socio-sanitario di Regione Lombardia. Un documento approvato dalla giunta regionale nel mese di novembre 2019, quando la pandemia da Covid-19 non era nemmeno immaginabile e di Coronavirus non si sentiva parlare. Un documento che avrebbe dovuto essere votato mercoledì mattina dai consiglieri della commissione sanità, al Pirellone, dopo una lunga serie di audizioni.

Ma la maggioranza di centrodestra ha deciso di ritirare il documento dalla votazione. Il presidente della commissione, il leghista Emanuele Monti, ha ammesso che non ci sono le condizioni per portarlo avanti. Soddisfatto il Partito Democratico, secondo cui «votare questo piano sarebbe stato uno schiaffo a tutte le vittime lombarde del Covid-19», come ha commentato Gian Antonio Girelli: «Non votarlo significa prendere atto dei problemi che ci sono stati. E' un fatto politico perché, per la prima volta, finalmente, la maggioranza leghista dà un segnale di ripensamento sul sistema sanitario lombardo. Per la prima volta ammette che qualcosa va cambiato».

«La maggioranza ha di fatto sfiduciato l'attività della giunta regionale e di coloro che hanno presentato il piano», è il commento di Marco Fumagalli del Movimento 5 Stelle: «Il documento era insufficiente a prescindere dall'emergenza Covid-19. Adesso la maggioranza si rende conto che la riforma della sanità ha fallito e che i provvedimenti di attuazione non hanno più senso. Mi auguro che a questo punto si apra il cantiere della riforma sanitaria».

Monti (Lega): «Crisi epocale, piano va rivisto»

Non si è fatta attendere la presa di posizione del presidente della commissione sanità, il leghista Emanuele Monti: «Abbiamo deciso - ha spiegato - di rinviare la votazione del piano socio-sanitario regionale perché il testo deve essere aggiornato alla luce dell’emergenza sanitaria che ha colpito la nostra regione negli ultimi mesi. Il contesto è stato infatti, come ben sappiamo, profondamente mutato dall’epidemia di Coronavirus, per cui dobbiamo procedere ad una riflessione complessiva sull’ambito sociosanitario».

Monti ha specificato che il rinvio del voto è «avvenuto in accordo con tutte le forze politiche in maniera trasversale, per ragioni ben fondate. Abbiamo dovuto affrontare, come Lombardia, una crisi senza precedenti, adattando il nostro sistema sanitario all’emergenza. Il piano, che era stato preparato prima della crisi, deve quindi essere aggiornato».

Infine una puntualizzazione sulle affermazioni del M5s e del Pd: «Mi stupisco poco. Cogliere ogni minima occasione per fare polemica sulla pelle dei lombardi è una forma di sciacallaggio politico che considero inaccettabile, ma che evidentemente è diventato il loro passatempo preferito».

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