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DDL Pillon, le consigliere dem a Milano: "Va ritirato, è contro le donne"

Ordine del giorno approvato dall'aula di Palazzo Marino

Il disegno di legge del leghista Simone Pillon sull'affido condiviso, ripresentato martedì 23 in commissione giustizia al Senato, è stato rimandato a settembre. Scontro tra i senatori e fortissime polemiche in tutto il Paese, soprattutto da parte del collettivo "Non una di meno", che ha organizzato un presidio davanti a Palazzo Madama e anche in diverse città italiane, tra cui Milano alle 18.30 in piazza del Duomo. 

E in consiglio comunale a Palazzo Marino è stato approvato un ordine del giorno per chiedere alla giunta e al sindaco di attivarsi presso il Parlamento affinché il disegno di legge venga definitivamente ritirato. «E' un attacco alle donne, ai minori e alle famiglie. Cancella anni di battaglie delle donne per la conquista dei diritti. Un disegno di legge che viola i diritti dei minori e delle donne e non tutela i padri separati che vivono la genitorialità con responsabilità. Questo disegno di legge aumenta la conflittualità e impone il padre-padrone. È un vero tentativo di restaurazione che riporta il Paese a 50 anni fa, quando il padre-padrone esercitava un potere autoritario sulle categorie più deboli della famiglia: donne e bambini», dichiara Simonetta D'Amico, consigliera del Pd, una delle due firmatarie dell'ordine del giorno.

Le donne vittime verranno obbligate alla mediazione

«Le donne che subiscono violenza domestica vengono obbligate alla mediazione e a favorire gli incontri tra figlio o figlia e padre violento con tutte le drammatiche conseguenze che ne derivano in nome di una bigenitorialità meccanica pericolosa, quando invece i soggetti coinvolti vanno ascoltati e le decisioni proiettate all'interesse del minore. Inoltre si parla di padri e madri rinnegando le altre unioni riconosciute a livello giuridico e ancor più grave il ddl prevede che quando un figlio "manifesta rifiuto alienazione o estraniazione" per un genitore, invece di essere ascoltato, viene punito. Infatti, è previsto che i figli vengano obbligati a stare con il genitore con cui non vogliono stare. Questo perché chi ha pensato questo ddl vuole avvalorare il principio della alienazione parentale (PAS) che non è riconosciuto scientificamente», aggiunge Diana De Marchi, l'altra firmataria dell'ordine del giorno, anche lei consigliera del Pd.

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