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L'esondazione dell'8 luglio

L'esondazione dell'8 luglio

Esondazione Seveso, critiche feroci. Pisapia: "Risarciremo i cittadini"

Il sindaco Giuliano Pisapia è sommerso da critiche: "Come abbiamo risposto il problema delle esondazioni del Seveso è pluridecennale e non può essere prevenuto con interventi sul territorio comunale"

A una decina di giorni dalla precedente tracimazione, il Seveso sotterraneo allaga ancora una volta la zona di piazzale Istria

E ancora una volta, feroci polemiche s'accompagnano all'esondazione, annoso problema mai risolto di Milano. 

Il sindaco Giuliano Pisapia è sommerso da critiche, soprattutto sui social. Promette, dall'aula di Palazzo Marino, che "i cittadini che hanno subìto danni verranno risarciti". 

E' lo stesso staff del primo cittadino a rispondere alle osservazioni: "Come abbiamo risposto il problema delle esondazioni del Seveso è pluridecennale e non può essere prevenuto con interventi sul territorio comunale ma nei comuni limitrofi con interventi molto radicali - spiega il Comune -. Comune, Provincia e Regione stanno lavorando da oltre un anno e mezzo per la realizzazione di un progetto di scolmatore, che come detto non può essere realizzato nel Comune di Milano, e che possa aiutare a prevenire le esondazioni del Seveso definitivamente".

"Dopo l'estate la Regione Lombardia dovrebbe presentare il progetto definitivo con i relativi costi a cui seguiranno i finanziamenti", conclude la nota.

PISAPIA IN CONSIGLIO COMUNALE - Il sindaco di Milano è intervenuto in consiglio comunale (già convocato per altri motivi) alle 17.30. Dapprima ha ringraziato tutti coloro che hanno lavorato alacremente, poi ha promesso che farà di tutto per risarcire i cittadini per un evento eccezionale "di cui non eravamo stati informati adeguatamente" ma che - ha precisato - "non è da addebitare a scarsa manutenzione del comune".

"Dalle due circa, da quando siamo stati informati, ci siamo mobilitati con tutte le nostre forze", ha spiegato poi Giuliano Pisapia riferendo della riunione di crisi. "Il comandante della polizia locale Tullio Mastrangelo ha parlato di evento di rilevante vastità", ha riferito il sindaco. Quanto ad Amsa, è al lavoro con tutte le sue forze "per restituire ai cittadini le vie che sono in una situazione critica" e metterà a disposizione alcuni cassonetti per raccogliere mobili e oggetti che non sono recuperabili. I rappresentanti di A2A hanno spiegato che circa dieci centraline sono saltate e saranno ripristinate entro martedì sera.

"Chiedo scusa alla città", ha aggiunto Pisapia, "ma probabilmente era impossibile avvisare per tempo, data l'imprevedibilità delle precipitazioni". Il sindaco ha poi ribadito che il Seveso è una delle priorità dell'amministrazione, ricordando di avere confermato recentemente l'investimento del comune di Milano per i lavori delle vasche di laminazione.

"Abbiamo rafforzato con i rappresentanti della provincia e della regione la volontà di lavorare insieme", ha poi concluso.

GRANELLI IN CONSIGLIO COMUNALE - Dopo il sindaco ha preso la parola l'assessore alla sicurezza Marco Granelli. "Non abbiamo ricevuto l'alert per rischio idraulico ma solo una comunicazione che parlava di precipitazioni diffuse". A quel punto è stata attivata la centrale operativa di protezione civile per monitorare i dati del Seveso: dopo le due e mezza la seconda soglia di preallarme ha fatto partire le comunicazioni via sms a tutti. In un'ora, da 108 centimetri si è passati all'esondazione (2.49 di notte) "che normalmente dura al massimo due ore, e invece è continuata ininterrottamente fino alle 11 del mattino". La protezione civile, con sei squadre, ha raggiunto il luogo così come la polizia locale, con le dieci pattuglie in servizio. Sul posto anche le squadre Amsa (con idrovore e pulitori) e i tecnici di Metropolitana Milanese.

"Occorreva dare un minimo di cintura, purtroppo esiguo con dieci pattuglie, per evitare che i cittadini si trovassero nell'area allagata", ha proseguito Granelli. Area allagata che però si è ampliata per il perdurare dell'esondazione, partendo da Ca' Granda all'Isola e da Niguarda a via Arbe. L'allagamento ha avuto punte di 40 centimetri superando talvolta i marciapiedi e invadendo cantine ed edifici. "Si è cercato di favorire con le idrovore il deflusso nelle fognature", ha illustrato Granelli, "liberando in particolare il deposito Atm Sarca per facilitare la partenza mattutina dei mezzi pubblici".

"La fognatura ha assorbito le acque del Seveso, anche se dopo numerose ore questo diventava via via più difficile", ha proseguito. Nel frattempo si è verificato anche l'allagamento di tre sottopassi presto liberati dalla protezione civile. "Quando è cessato l'afflusso di acqua, con le idrovore si è potuto liberare progressivamente tutte le strade. E' rimasto uno strato di fango che i mezzi Amsa raccoglieranno nei prossimi giorni".

"Dodici centraline di A2A sono rimaste allagate, per circa 3.500 utenze private oltre all'utenza pubblica. Quattro sono state subito liberate", ha continuato. "Nei prossimi giorni quantificheremo con attenzione i danni che i cittadini hanno subìto, perché intendiamo risarcirli".

Infine Granelli ha accennato al rischio legato al fiume Lambro, esondato a Monza e in parte anche a Milano. "Lo abbiamo parzialmente contenuto attraverso il bacino del lago di Pusiano", ha spiegato l'assessore. "Dalle 16.30 sono iniziate le operazioni di apertura parziale delle dighe di Pusiano che altrimenti non potrebbe reggere le piogge a monte, e ciò provocherà un'ondata di piena intorno alle 20.30. Pertanto è in atto il piano per informare chi abita in prossimità del Lambro ed eventualmente evacuare le comunità e alcuni abitanti di via Camaldoli, che è a rischio di allagamento perché a un livello inferiore a quello del fiume".

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