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Consigli di zona: tre su nove contrari a ridurre i consiglieri

I nuovi Municipi partono "male": non piace a tutti la riduzione dei consiglieri a 25

Un consiglio di zona

La trasformazione delle zone in Municipi si è rallentata. E' la seconda "grande riforma" dopo quella che ha trasformato la provincia nella Città metropolitana: dovrebbe rimodulare completamente poteri, competenze e fondi tra Palazzo Marino e i "parlamentini" delocalizzati. Il punto su cui però qualcosa si è incrinato è la riduzione del numero dei consiglieri. La riforma prevede il tetto di 25 consiglieri municipali, mentre oggi le zone hanno 31 consiglieri (la zona 1) o 41 (tutte le altre).

Si parla di territori vasti, per niente omogenei tra loro (spicchi che vanno dal semicentro al confine comunale), con una popolazione che arriva perfino a circa 180 mila abitanti (la zona 2, la più popolosa). 

I consigli di zona 2, 3 e 4 hanno chiesto esplicitamente che non si riducano i consiglieri. A loro giudizio si ridurrebbe in modo eccessivo la rappresentanza, rischiando di "lasciar fuori" i partiti più piccoli, che pure con il premio di maggioranza riescono a "portare a casa" solo un consigliere con i numeri attuali. E' per esempio il caso, in questa consiliatura, dei Radicali e della lista Milly Moratti. Ma anche di alcune liste d'opposizione, come il Movimento 5 Stelle, l'Udc e il Nuovo Polo per Milano. 

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